
Tragedia nel quartiere di Livade, aperte le indagini
Diciottenne di Isola muore per intossicazione da gas
ISOLA – Una ragazza di 18 anni non ancora compiuti, Mojca Vončina il suo nome, è morta in seguito a intossicazione da monossido di carbonio nella sua abitazione al civico numero 28 di via del IX Corpo d’Armata, nel quartiere di Livade a Isola. Questa è la prima ipotesi ventilata dagli inquirenti. In seguito a questo caso, gli abitanti del quartiere isolano, allacciati alla rete del gas, hanno ridato vigore alle proprie lamentele, ritornando sulla questione delle canne fumarie, ritenute difettose. “Sono anni che cerchiamo di risolvere questo problema – affermano gli abitanti di via del IX Corpo d’Armata – ma finora nessuno delle autorità competenti si è mosso”.
La tragedia è avvenuta domenica sera. La ragazza era andata a fare la doccia, e vedendo che non usciva dal bagno, il padre è andato a verificare cosa stesse succedendo e ha trovato la figlia esanime. Erano circa le 23 quando è stata ricoverata all’Ospedale di Isola, ma nonostante gli sforzi del personale medico di salvarle la vita, è spirata martedì notte.
In seguito al decesso della 18.enne Mojca Vončina, si spera che la polizia ordini indagini più approfondite e specialmente un esame dettagliato della rete del gas, perché forse i numerosi abitanti del quartiere di Livade potrebbero anche aver ragione nel denunciare i difetti di costruzione delle canne fumarie. A ispezione conclusa, il caso verrà affidato alla Procura di Stato circondariale di Capodistria.
Sembra che in questo caso si sia trattato di una fuoriuscita del gas dal tubo che porta alla canna fumaria. I vigili del fuoco hanno già effettuato un primo controllo delle installazioni domenica notte, e l’allarme del sensore si è attivato in prossimità dello sfiatatoio dello scaldabagno, per cui è quasi scontato che sia stata l’alta concentrazione di monossido di carbonio ad aver ucciso la ragazza.
Per le sue caratteristiche, il monossido di carbonio rappresenta un inquinante molto insidioso, soprattutto nei luoghi chiusi, come lo può essere il bagno di casa, dove si può accumulare in brevissimo tempo in concentrazioni letali. Essendo il monossido di carbonio incolore, insapore, inodore e non irritante, può causare morti accidentali senza che le vittime si rendano conto di quel che sta loro succedendo.
Una volta respirato, il monossido di carbonio si lega all’emoglobina con una affinità che è 220 volte superiore a quella dell’ossigeno e forma un composto inattivo fisiologicamente che viene chiamato carbossiemoglobina. Questa sostanza, al contrario dell’emoglobina, non è in grado di garantire l’ossigenazione ai tessuti, in particolare al cervello e al cuore. La morte sopravviene pertanto per asfissia. Un’alta concentrazione di monossido di carbonio nell’aria causa la morte in circa 15 minuti, dopo aver provocato perdita di conoscenza.
Cittanova, selvaggina sequestrata e pioggia di denunce
Tre bracconieri finiscono in un’imboscata della polizia
CITTANOVA – Tre persone – tutte di Cittanova – sono state denunciate alle autorità giudiziarie per caccia di frodo. Si tratta del 36.enne Ž.F., del 51.enne D.C.R. e del 30.enne M.Č., caduti in un’imboscata della polizia, martedì alle prime luci dell’alba, in via Castania, nei pressi del campeggio “Pineta” a Cittanova. Gli agenti, che si erano appostati seguendo le segnalazioni avute in precedente sull’attività illecita del terzetto, hanno notato a un certo punto una Ford Fiesta procedere a fari spenti.
Al primo tentativo di fermare l’automobile, il 36.enne Ž.F., che si trovava alla guida, ha premuto sull’acceleratore. Mentre stava percorrendo via delle Vittime della Guerra patriottica, a una cinquantina di metri dalla Casa degli anziani, nel tentativo di svoltare a destra, il conducente ha perso il controllo del volante e a causa della velocità, ma anche dell’alcol che aveva nel sangue, è finito contro un terrapieno. Nella circostanza M.Č., che assieme a D.C.R. si trovava a bordo della vettura, era riuscito a darsi alla fuga, ma è stato catturato alcune ore più tardi, verso le 14. Gli altri due cacciatori invece sono stati arrestati sul posto e accompagnati al Commissariato di Buie per essere sottoposti a un primo interrogatorio.
Ottenuto il relativo mandato, l’automobile è stata subito perquisita. Nel bagagliaio i poliziotti hannorinvenuto due caprioli, del peso di 25 chilogrammi ciascuno, e due lepri, rispettivamente di 4 e 5 chilogrammi, catturati quella stessa notte. Inoltre, nell’automobile c’erano due fucili – proprietà di Ž.F. e D.C.R. – con tanto di cartucce, ma nessuno dei due era in possesso nel porto d’armi, per cui entrambi sono stati denunciati anche per detenzione illegale d’armi e munizioni.
Dalle indagini è stato accertato pure che Ž.F. e M.Č., verso la metà di ottobre, sempre nella zona di Cittanova, avevano abbattuto tre caprioli, mentre un quarto era stato ucciso sempre da Ž.F., che aveva offerto l’animale al suo concittadino 24.enne S.V. – arrestato verso le 14 dello stesso giorno –, il quale lo avrebbe dovuto nascondere nel congelatore. Pur sapendo che si trattava di selvaggina illegale, S.V. ha preso in consegna il capriolo, motivo per il quale è stato denunciato per favoreggiamento. L’intera selvaggina sequestrata è stata poi consegnata, assieme alla relativa dichiarazione, alla società venatoria “Patak” di Cittanova.
Ritornando all’incidente stradale di cui sopra, la Ford Fiesta guidata dall’ubriaco Ž.F. – che in seguito aveva rifiutato di sottoporsi all’esame alcolemico – oltre a non essere immatricolata, aveva montate targhe appartenenti a un’altra vettura, precisamente di una Ford Escort che l’uomo aveva acquistato in precedenza da una cittadina tedesca. Trattandosi di un reato, Ž.F. è stato denunciato anche per falsificazione di documenti, e ora potrebbero saltare fuori delle irregolarità anche in merito all’atto di compravendita della Escort, per cui la polziia sta verificando che non ci siano state delle trasgressioni doganali.
Fredy Poropat
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