
Il vincitore del premio Istria nobilissima per l'opera omnia si racconta
Bruno Bontempo, un percorso di vita nel giornalismo
FIUME - A Bruno Bontempo è stato assegnato il premio per l'opera omnia nel campo del giornalismo all'ultima edizione di Istria Nobilissima. Lo abbiamo sotto gli occhi tutti i giorni, questo collega affabile, discreto, ben disposto alla comunicazione ed al buonumore, eppure, ci sfugge il suo complessivo e ampio contributo giornalistico, perciò scandagliarlo nelle sue fasi - in 'primis' a beneficio dei lettori- in questa significativa occasione, ci pare più che doveroso.
Come mai Bruno Bontempo è diventato giornalista?
Effettivamente, quasi per caso; in quanto da giovane ero desideroso di entrare nel mondo del lavoro artigianale. Non avevo intenzione di proseguire gli studi, nonostante le spinte che arrivavano dalla famiglia, dagli insegnanti. Intrapresi un'altra strada, ma la delusione fu cocente quando mi resi conto che non c'erano possibilità di lavoro; così entrai 'in prova' alla Voce, e caso volle che si aprisse un posto di lavoro nella pagina sportiva. Superai alcune prove e fui assunto; ovviamente mi ricredetti sull'opportunità di continuare gli studi e infatti per diversi anni frequentai, parallelamente all'impegnativo lavoro, delle scuole, il che rappresentò un notevole aggravio. Mi ritrovai a lavorare con dei maestri meravigliosi quali Mazzieri e Tich, i quali resero la mia gavetta bella, intensa, interessante; sono stati loro a incoraggiarmi, stimolarmi, correggermi, indirizzarmi sulla strada di questo non facile mestiere. Gli devo moltissimo. Sono stato nello sport, peraltro mia grande passione, per vent'anni, metà dei quali come capopagina. Un incarico assunto forse prematuramente, ma - dato il pensionamento dei "grandi vecchi", le fluttuazioni ed anche dissanguamenti nei quadri giornalistici - che non potevo eludere. In seguito, all'inizio degli anni' 90, per esigenze organizzative sono stato trasferito nelle cronache fiumane come redattore, cercando di adattarmi alle esigenze della nuova situazione, ad un campo del tutto nuovo e differente rispetto a quello dello sport nel quale fino ad allora avevo operato. Quindi per un breve periodo ho redatto la culturale per far ritorno alle cronache regionali; pagine che pure richiedono un modo di lavorare diverso, un coordinamento con i corrispondenti della regione istriana.... infine, nel 2005, l'adesione a Panorama.
Immagino che questa testata ti offra un campo d'azione tematicamente molto variegato e vasto...
Effettivamente lavorare nella redazione di Panorama mi ha dato e continua a darmi molte soddisfazioni, anche maggiori a quelle che mi aspettavo al momento del passaggio; un passaggio determinato pure dalla volontà di un posto di lavoro meno stressante - dato l'avvicinarsi della fine del ciclo lavorativo – rispetto a quello in un quotidiano. A Panorama - dove sono stato accolto molto bene - ho trovato più tranquillità, ma pure nuovi stimoli e sfide. Essendo una rivista di cultura ed attualità ha una struttura tale che spazia in tanti settori del sociale e dell'arte. Ho avuto l'opportunità di fare una serie di interviste a personaggi di svariati campi che prima, avevo seguito solo da spettatore, da curioso, da appassionato, ma non professionalmente. Incontri per i quali ci si deve preparare e documentare accuratamente anche per conoscere il personaggio. Alludo a grandi artisti e registi del teatro italiano e nostrano quali Rossella Falk, Ariella Reggio, Francesco Macedonio, Paolo Magelli, Emma Dante, agli autori teatrali contemporanei quali Edoardo Erba e Giuseppe Manfridi... alla danzatrice e coreografa Patrizia Cerroni, al tenore Josè Cura ed al soprano Francesca Patanè, oltre ai tanti protagonisti della cultura della CNI. Tuttavia devo rilevare che anche prima, nella pagina sportiva, ho avuto splendide occasioni d'intervista. Tante celebrità regionali dello sport; dal pugile polese Mate Parlov campione del mondo, che nel 1972 al ritorno dalle Olimpiadi di Monaco venne qui in redazione... e per me fu un'esperienza molto bella. Poi Nereo Rocco, grandissimo allenatore del Milan e persona meravigliosa… un incontro bellissimo e molto interessante; poi Giovanni Trapattoni, quando era allenatore della Juventus la quale giocò a Fiume la gara valida per la Coppa delle Coppe (anni '80). L'intervista con Gigi Riva fu la più singolare, in quanto 'rubata'. Si era a Roma per i Giochi della gioventù e Riva era un 'testimonial' dello sport italiano; in realtà fu un incontro serale tra Riva e noi giornalisti del tutto casuale, una lunga chiacchierata, non prevista; ero privo di magnetofono e di notes, per cui cercavo di memorizzare al massimo per poi correre in camera a buttar giù quanti più appunti. Ho seguito molto pure la pallanuoto intervistando sportivi come Rudić, Roje, Dabović, fino a Milošević.
Che opinione hai del giornalismo da noi e del giornalismo italiano?
Penso che il giornalismo da noi sia molto condizionato dalla politica; ma ciò vale pure per l'estero. Solo che il fenomeno in Croazia è forse più evidente in quanto ci sono meno giornali 'liberi'. L'informazione è troppo filtrata. Ci sono indubbiamente dei buoni giornalisti ed ai media va riconosciuto il merito di aver portato a galla certe situazioni 'sporche', degli scandali che altrimenti sarebbero passati inosservati. In Italia il diapason è più vasto. Ci sono più testate e di conseguenza più opinioni a confronto. Nonostante gli inevitabili condizionamenti in Italia c'è un grande giornalismo che resiste e che porta avanti le sue vere ragioni.
Quali sono le vere ragioni del giornalismo?
Informare, ovviamente; quindi scavare nella notizia, cercare d’interpretarla in maniera corretta... anche disincantata. Cercare di far ragionare le persone su un certo fatto, di sensibilizzarle, magari.
Il giornalismo di bassa lega?
Quanto ne vuoi. Gossip, blog... si dice che tutti abbiano il diritto di fare informazione. A Zagabria in questi giorni una ragazza è stata investita dal tram e invece di venire soccorsa, la gente la riprendeva con i cellulari. Un teorico ha commentato che anche questo è giusto in quanto tutti hanno il diritto di fare informazione. Insomma la curiosità morbosa, il "sacrosanto" diritto ad improvvisarsi "informatori" dilettanti sono stati anteposti al diritto al soccorso, e magari alla vita della persona. Siamo nella patologia. Con tanto di benedizione da parte dei ‘santoni intellettuali’.
Oltre alla tua professione, coltivi parecchi interessi; la fotografia, la passione per il teatro di prosa, la musica, l'alpinismo ... sei stato sul Kilimangiaro, sul Himalaja...
Più che di alpinismo parlerei di passione per i viaggi, per l'escursionismo e la natura in genere.
A che quota sei arrivato sulle dette montagne?
A 5800 sul Kilimangiaro, a 5500 in Nepal. Comunque si tratta di trekking e di montagne di facile accesso anche perché ci sono tanti sentieri frequentati dalla popolazione locale che lassù ci abita. Ho visitato la Scandinavia e l’Islanda. Un'isola che sintetizza e contiene tutti gli opposti della natura: dai vulcani, ai geyser, ai ghiacciai.
Come si guarda ai problemi del quotidiano a 5800 m. di quota?
Quando si è a quelle quote si è immersi in una natura così bella, così grandiosa e travolgente, che uno non ci si pensa alle cose del quotidiano; comunque credo che non sia necessario andare sul Himalaja per staccarsi dal quotidiano. Basta andare su una delle nostre belle montagne del circondario per ammirare la natura, per fotografarla...
Ecco la fotografia...
Be', faccio delle macrofotografie e amo riprendere a distanza quanto più ravvicinata i fiori. La natura è di una bellezza tale che anche i fiori più umili se osservati da vicino sono una meraviglia. Direi che la natura e la musica hanno in comune l'armonia.
Che cosa ti ha insegnato il viaggiare?
Da un lato c'è l'incontro e la conoscenza con nuove popolazioni, culture, lingue; dall'altro c'è l'aspetto naturalistico. Impari ad aprirti e ad rispettare gli altri, delle persone con le quali - anche se di mentalità e civiltà diverse dalla nostra - è possibile stabilire un contatto umano, una comprensione reciproca.
Lo strumento che preferisci? Il periodo musicale?
Il violoncello, per il suo timbro baritonale. La musica romantica in genere, ed in particolare certi autori che traggono ispirazione dalla natura per i loro brani.
Patrizia Venucci Merdžo
Prima edizione del concorso per il libro più amato dai ragazzi delle scuole CNI
«La magia delle parole», vinca il migliore
FIUME – Avvicinare i ragazzi al meraviglioso e intramontabile mondo della lettura, far conoscere loro libri indimenticabili e, soprattutto accostare i giovani lettori agli scrittori connazionali e alle loro innumerevoli opere di prosa e di poesia. Un nobile percorso, volto a favorire gli incontri, stimolare la lettura e fare lingua, che diventa parte essenziale di un’identità culturale.
“La magia delle parole”, il concorso letterario pensato ed ideato per scegliere il libro più amato, promosso e organizzato dalla Giunta Esecutiva dell’Unione Italiana – Settore Educazione e Istruzione, in collaborazione con l'Università Popolare di Trieste, è stato presentato ieri pomeriggio alla Comunità degli Italiani di Fiume, alla presenza dei piccoli e grandi “lettori prescelti” e di un numerosissimo pubblico. Due speciali occasioni per incentivare i ragazzi alla lettura e festeggiare insieme la prima edizione del progetto che si articolerà, nell'anno a venire, in tre distinte fasi operative e la presunta data di nascita del Sommo Poeta, Dante Alighieri.
Dopo i saluti di rito da parte della presidente della CI, Agnese Superina, a rivolgersi al pubblico, tra il quale anche lo scrittore Mario Schiavato e la giornalista e scrittrice Carla Rotta, è stata la prof.ssa Norma Zani, titolare del Settore Educazione e Istruzione, la quale ha sottolineato l’importanza di questa iniziativa, vista come uno stimolo per stare insieme, per imparare, divertirsi e conoscere più a fondo l’immenso e fantasioso mondo della lettura.
“La lingua e la cultura, come pure la letteratura italiana sono di primaria importanza per tutti noi e questo appuntamento rientra nel contesto dei programmi educativo-culturali ideati per stimolare i ragazzi a leggere ed a curare di più la loro lingua italiana” ha affermato il presidente della Giunta UI, Maurizio Tremul.
“Il Consolato Generale d’Italia segue con particolare attenzione tutte le attività della CNI - ha affermato il dottore Valentino Corona, in rappresentanza del console Fulvio Rustico –, volte alla conoscenza, all’apprendimento e alla cura della lingua italiana perché un buon libro ci farà sempre sognare e fantasticare, anche nel momento della nostra maggiore età”.
Di seguito ad intervenire sono state la dott.ssa Gianna Mazzieri Sanković con il saggio “La lettura e la scrittura, l'apprendimento e la creatività” e la prof.ssa Marisa Slanina con il trattato “Con più libri si può: testimonianza d'autore”.
Grande attesa per tutti fino alla presentazione dei titoli dei volumi che sono, in seguito, stati consegnati ai ragazzi. La giuria del concorso, composta da Liliana Venucci Stefan, responsabile del settore editoriale dell'EDIT, da Sergio Crasnich, consulente pedagogico di lingua e letteratura italiana dell'Istituto per l'educazione, unità di Capodistria e da Luciano Comida, scrittore di Trieste, che hanno scelto i titoli, illustrati in seguito dai membri della commissione o dagli stessi autori, presenti in sala. Per gli alunni delle scuole elementari sono stati scelti i seguenti titoli: “La pecora nera e altri sogni” (ed. Magazzini Salani) di Andrea Valente ed altri. Un libro che si presenta come un avventura caleidoscopica, iniziata tra le mura dell'Istituto Penale Minorile di Nisida (Napoli), un bricolage dove troviamo una mostra (personale e collettiva), uno spettacolo teatrale con incluso il backstage, un incubatore di laboratori e un cortometraggio, il tutto interpretato e creato dai ragazzi dell'Istituto. Il secondo volume porta il titolo “Elogio alla bruttezza” (ed. Fanucci) di Loredana Frescura nel quale si scoprirà, assieme a Marcella, protagonista della vicenda, attanagliata dal disagio adolescenziale di tutte, o quasi, le quattordicenni di questo mondo che Essere brutti non è una tragedia. “Piume di drago” (ed. Piemme) di Sara Boero è il titolo del terzo volume in gara dove la città magica di Londra fa da cornice ad una rocambolesca avventura del timido Diego e della bellissima e sfuggente Andrea, coinvolti nella ricerca di un manoscritto misterioso, di un drago appena nato e del diamante più grande dell'universo.
Per le scuole medie superiori si è pensato di approfondire la tematica dell'identità culturale offrendo ai ragazzi dei titoli, opere dei nostri scrittori connazionali, pubblicati per i tipi della Casa editrice Edit. Così i ragazzi potranno scegliere tra “Il ritorno” (collana “Altre lettere italiane”) di Mario Schiavato, romanzo che canta la nostalgia per le proprie radici e storia di un esodo e parla per tutti; “Lotta con l'ombra e altri racconti” (collana “Altre lettere italiane”) di Osvaldo Ramous, volume che raccoglie in tutto 28 racconti dove rimane presente l’attenzione per i conflitti interiori, l’ombra del passato, i ricordi, un’inquietudine che contraddistingue comunque tutti i personaggi e “Femminile singolare” (collana “Lo scampo gigante”) di Carla Rotta, racconti che hanno per protagonista una figura di donna, anzi, un ritratto dell’universo Donna, con un vasto ventaglio di diversi caratteri e tipi delle “rappresentanti del gentil sesso”, accomunate dalla quotidianità.
Starà ora ai ragazzi a cimentarsi nella corsa al “libro più amato” e dare così il via alla seconda fase operativa, quella che porterà, dopo un'attenta e approfondita lettura, a dare il voto ai vari volumi letti. Si proseguirà poi con la raccolta ed il computo dei voti, dopo di che nell'ottobre del 2007 in occasione delle Gare di Italiano, ci sarà la cerimonia di proclamazione del libro più amato nella due categorie. La prima edizione del concorso terminerà solamente tra un anno, quando gli allievi delle nostre scuole parteciperanno alla prima “Giornata dell'italiano” durante la quale ci svolgerà un quiz a squadre, e prenderà il via la seconda edizione de “La magia delle parole”.
Viviana Car
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