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immediate le reazioni da parte delle associazioni degli esuli
MILANO/TRIESTE – Rinviata a sorpresa, su decisione della Farnesina, l’emissione del francobollo su Fiume prevista per la mattinata di ieri, 30 ottobre, a Milano. La presa di posizione – comunicata alle Poste italiane Spa e alle Associazioni degli esuli nella mattinata stessa – si deve all’adesione della Farnesina alle rimostranze inoltrate dal Governo croato, che considera inopportuna la scritta “Fiume terra orientale già italiana”. Contemporaneamente, una cinquantina di persone provenienti da diverse parti d’Italia ieri mattinata si era già riunita nei pressi della sede centrale delle Poste di Milano, in attesa di un comunicato ufficiale da parte delle Poste per l’atteso rinvio della presentazione. La data, come annunciato invece dalla Farnesina, è stata momentaneamente dilazionata per non dar credito a polemiche e strumentalizzazioni da parte degli schieramenti politici croati alla vigilia delle elezioni. Emanuela Masseria
presentata un'interrogazione parlamentare
TRIESTE – “Un fatto di inaudita gravità” che accade per “la prima volta” nella Repubblica italiana: così i deputati di Alleanza Nazionale, Maurizio Gasparri e Roberto Menia, commentano la sospensione dell’emissione del francobollo su Fiume. I due parlamentari hanno presentato a riguardo una interrogazione al ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, e al ministro degli Esteri, Massimo D’Alema. In questa si legge: “Il giorno 30 ottobre 2007 era prevista l’emissione, a cura di Poste Italiane, di un francobollo ordinario dedicato alla città di Fiume quale ‘Terra orientale già italiana’, nel valore di euro 0,65. Il francobollo, stampato dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta fluorescente, non filigranata; formato carta: mm 40 x 30; formato stampa: mm 36 x 26; dentellatura: 13 x 13¼; colori: cinque più inchiostro interferenziale trasparente-oro, ha una tiratura di tre milioni e cinquecentomila esemplari; foglio: cinquanta esemplari, valore “€ 32,50”. La vignetta raffigura la facciata del Palazzo del Governatore nella città di Fiume, attuale sede del Museo marittimo e storico del litorale croato. Completano il francobollo la legenda ‘Fiume – Terra orientale già italiana’, la scritta ‘Italia’ e il valore ‘€ 0,65’; con circolare delle ore 22 del giorno precedente, Poste Italiane ha incredibilmente ordinato agli uffici di non mettere in vendita il francobollo che ricorda Fiume”. “Si tratta – rilevano Menia e Gasparri – di un fatto di inaudita gravità e risulta, in assoluto, da che esiste la Repubblica Italiana, essere la prima volta che accade un fatto simile. In passato era stato ritirato (1958) il francobollo per la prevista visita dello Scià di Persia, non avvenuta causa malattia. Il ‘Gronchi Rosa’ venne ritirato perché aveva un errore di stampa, mentre il francobollo per il K2 era stato solo previsto, ma mai stampato. L’emissione per la Televisione Italiana (1954), che aveva anche l’Istria, fu oggetto di forti proteste dell’allora Governo Jugoslavo, ma l’emissione uscì senza timori da parte italiana. Questi i precedenti del tutto ininfluenti rispetto al caso di oggi; non risulta agli interroganti – osservano ancora – che al momento, siano state fornite motivazioni per il fatto denunciato, anche se da Poste italiane con imbarazzo si adducono ‘cause tecniche’”. “A quanto risulta agli interroganti, invece – prosegue l’interpellanza –, le cause tecniche sarebbero la copertura dell’atteggiamento assunto, su indirizzo governativo, a seguito delle recenti notorie pressioni del Governo croato ostile all’emissione del francobollo, peraltro già conosciuto, documentato e annunciato anche dalla stampa d’oltreconfine”. “È utile ricordare, in proposito – aggiungono Menia e Gasparri –, che recentemente (2006) la Croazia ha fatto uscire un’emissione su Fiume con la riproduzione della Torre Civica e con il bollettino illustrativo che l’accompagnava scritto in croato, inglese, francese e tedesco che, parlando della città, in alcun modo faceva riferimento al suo passato italiano o all’Italia in genere”.
la protesta dell'Unione degli Istriani
TRIESTE – Poste Italiane ha deciso di “sospendere” il francobollo sulla città di Fiume “terra orientale già italiana”, che avrebbe dovuto essere emesso ieri. Lo hanno reso noto l’Unione degli Istriani e l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd), secondo le quali la decisione è “inaccettabile”. E per esprimere la propria contrarietà alla decisione nel pomeriggio di ieri il presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota ha convocato a Trieste una conferenza stampa che ha aperto rilevando: “La vicenda del francobollo di Fiume ritirato da Poste Italiane su disposizione del Governo è la brutta copia della medaglia d’oro al valor militare mai concessa a Zara, città martire, segno questo, di una diabolica continuità di atteggiamenti e di comportamenti che sviliscono la dignità degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia e soprattutto negano la verità storica, alla faccia della Giornata del Ricordo”. “È inaccettabile che Poste Italiane, dopo aver inviato centinaia di inviti in tutta Italia e dopo aver predisposto programmi ed orari, senza alcuna spiegazione logica – si tratta di una sospensione e basta, così i dirigenti dell’Ente – adesso abbiano ritirato il francobollo con annullo postale già predisposto da parecchio tempo” ha spiegato Lacota, anticipando le motivazioni che secondo l’Unione degli Istriani stanno alla base del dietro-front. |