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La voce del popolo - Friuli Venezia Giulia

immediate le reazioni da parte delle associazioni degli esuli
Rinviata l’emissione del francobollo su Fiume

MILANO/TRIESTE – Rinviata a sorpresa, su decisione della Farnesina, l’emissione del francobollo su Fiume prevista per la mattinata di ieri, 30 ottobre, a Milano. La presa di posizione – comunicata alle Poste italiane Spa e alle Associazioni degli esuli nella mattinata stessa – si deve all’adesione della Farnesina alle rimostranze inoltrate dal Governo croato, che considera inopportuna la scritta “Fiume terra orientale già italiana”. Contemporaneamente, una cinquantina di persone provenienti da diverse parti d’Italia ieri mattinata si era già riunita nei pressi della sede centrale delle Poste di Milano, in attesa di un comunicato ufficiale da parte delle Poste per l’atteso rinvio della presentazione. La data, come annunciato invece dalla Farnesina, è stata momentaneamente dilazionata per non dar credito a polemiche e strumentalizzazioni da parte degli schieramenti politici croati alla vigilia delle elezioni.
Perplesse e incredule, quindi, le persone intervenute nel capoluogo lombardo, mentre immediata è stata la presa di posizione delle Associazioni degli esuli, che hanno ritenuta inopportuna la scelta della Farnesina, che, a loro intendere, vanifica un’opera portata avanti con tatto e spirito europeo nel rispetto di una storia che dovrebbe essere comune.
Nel pomeriggio, al Ministero delle Comunicazioni e a quello degli Affari Esteri è stata recapitata un’interrogazione parlamentare a firma degli onorevoli Roberto Menia e Franco Gasparri dove si evince che le Poste Italiane hanno ricevuto una circolare con la richiesta di annullamento della vendita del francobollo alle ore 22 del 29 ottobre. Secondo il documento, si scopre che l’avvenimento non ha praticamente precedenti in Italia, soprattutto considerando l’assenza di giustificazioni “tecniche” alla decisione comunicata alle Poste.
Sembra comunque che, vista l’estemporaneità della decisione del Ministero, una quantità limitata di francobolli sia già stata erroneamente messa in circolazione nelle prime ore di ieri.
Secondo il Libero Comune di Fiume in Esilio, Fiume italiana è una realtà dell’evoluzione storica dell’Adriatico orientale, che fa parte di una vicenda che anche i croati devono far propria, pena un ruolo storico che vanifica ogni diritto all’immaginare il futuro. Il francobollo in questo senso rappresenta un omaggio a Fiume, voluto per dare spessore al giorno del Ricordo e coinvolgere la nazione italiana. Secondo il Libero Comune, il francobollo non nasce, quindi, contro nessuno; è soltanto il risultato di un approccio moderno a favore del dialogo, che non può prescindere dall’accettazione dell’Altro come parte del proprio mondo, anche se passato, e che ha lasciato comunque un segno importante.

Emanuela Masseria

presentata un'interrogazione parlamentare
Gasparri e Menia: «Uno stop inaudito»

TRIESTE – “Un fatto di inaudita gravità” che accade per “la prima volta” nella Repubblica italiana: così i deputati di Alleanza Nazionale, Maurizio Gasparri e Roberto Menia, commentano la sospensione dell’emissione del francobollo su Fiume. I due parlamentari hanno presentato a riguardo una interrogazione al ministro delle Comunicazioni, Paolo Gentiloni, e al ministro degli Esteri, Massimo D’Alema. In questa si legge: “Il giorno 30 ottobre 2007 era prevista l’emissione, a cura di Poste Italiane, di un francobollo ordinario dedicato alla città di Fiume quale ‘Terra orientale già italiana’, nel valore di euro 0,65. Il francobollo, stampato dall’Officina Carte Valori dell’Istituto Poligrafico e Zecca dello Stato S.p.A., in rotocalcografia, su carta fluorescente, non filigranata; formato carta: mm 40 x 30; formato stampa: mm 36 x 26; dentellatura: 13 x 13¼; colori: cinque più inchiostro interferenziale trasparente-oro, ha una tiratura di tre milioni e cinquecentomila esemplari; foglio: cinquanta esemplari, valore “€ 32,50”. La vignetta raffigura la facciata del Palazzo del Governatore nella città di Fiume, attuale sede del Museo marittimo e storico del litorale croato. Completano il francobollo la legenda ‘Fiume – Terra orientale già italiana’, la scritta ‘Italia’ e il valore ‘€ 0,65’; con circolare delle ore 22 del giorno precedente, Poste Italiane ha incredibilmente ordinato agli uffici di non mettere in vendita il francobollo che ricorda Fiume”. “Si tratta – rilevano Menia e Gasparri – di un fatto di inaudita gravità e risulta, in assoluto, da che esiste la Repubblica Italiana, essere la prima volta che accade un fatto simile. In passato era stato ritirato (1958) il francobollo per la prevista visita dello Scià di Persia, non avvenuta causa malattia. Il ‘Gronchi Rosa’ venne ritirato perché aveva un errore di stampa, mentre il francobollo per il K2 era stato solo previsto, ma mai stampato. L’emissione per la Televisione Italiana (1954), che aveva anche l’Istria, fu oggetto di forti proteste dell’allora Governo Jugoslavo, ma l’emissione uscì senza timori da parte italiana. Questi i precedenti del tutto ininfluenti rispetto al caso di oggi; non risulta agli interroganti – osservano ancora – che al momento, siano state fornite motivazioni per il fatto denunciato, anche se da Poste italiane con imbarazzo si adducono ‘cause tecniche’”. “A quanto risulta agli interroganti, invece – prosegue l’interpellanza –, le cause tecniche sarebbero la copertura dell’atteggiamento assunto, su indirizzo governativo, a seguito delle recenti notorie pressioni del Governo croato ostile all’emissione del francobollo, peraltro già conosciuto, documentato e annunciato anche dalla stampa d’oltreconfine”. “È utile ricordare, in proposito – aggiungono Menia e Gasparri –, che recentemente (2006) la Croazia ha fatto uscire un’emissione su Fiume con la riproduzione della Torre Civica e con il bollettino illustrativo che l’accompagnava scritto in croato, inglese, francese e tedesco che, parlando della città, in alcun modo faceva riferimento al suo passato italiano o all’Italia in genere”.
Premesso questo i due parlamentari chiedono di sapere “quali siano i motivi dell’improvviso ritiro del francobollo su Fiume, già terra d’Italia; se, in particolare, questa odiosa vicenda, che fa il paio con l’annunciata medaglia d’oro al Libero Comune di Zara in esilio, promessa e annunciata dall’allora presidente della repubblica Ciampi e poi cancellata ad un giorno dalla cerimonia, sia avvenuta a seguito di indicazioni del Governo italiano assunte a seguito delle ripetute e pressioni croate, il che dimostrerebbe, a parere degli interroganti, che ancor oggi si ripercorrono antichi atteggiamenti di ‘cupidigia di servilismo’; quali azioni si vogliano intraprendere per cancellare quest’umiliante pagina di storia ‘politico-postale’ italiana e garantire l’emissione del francobollo dedicato a Fiume, terra d’Italia”.

la protesta dell'Unione degli Istriani
«Una sospensione inaccettabile»

TRIESTE – Poste Italiane ha deciso di “sospendere” il francobollo sulla città di Fiume “terra orientale già italiana”, che avrebbe dovuto essere emesso ieri. Lo hanno reso noto l’Unione degli Istriani e l’Associazione nazionale Venezia Giulia e Dalmazia (Anvgd), secondo le quali la decisione è “inaccettabile”. E per esprimere la propria contrarietà alla decisione nel pomeriggio di ieri il presidente dell’Unione degli Istriani Massimiliano Lacota ha convocato a Trieste una conferenza stampa che ha aperto rilevando: “La vicenda del francobollo di Fiume ritirato da Poste Italiane su disposizione del Governo è la brutta copia della medaglia d’oro al valor militare mai concessa a Zara, città martire, segno questo, di una diabolica continuità di atteggiamenti e di comportamenti che sviliscono la dignità degli italiani d’Istria, Fiume e Dalmazia e soprattutto negano la verità storica, alla faccia della Giornata del Ricordo”. “È inaccettabile che Poste Italiane, dopo aver inviato centinaia di inviti in tutta Italia e dopo aver predisposto programmi ed orari, senza alcuna spiegazione logica – si tratta di una sospensione e basta, così i dirigenti dell’Ente – adesso abbiano ritirato il francobollo con annullo postale già predisposto da parecchio tempo” ha spiegato Lacota, anticipando le motivazioni che secondo l’Unione degli Istriani stanno alla base del dietro-front.
Già nei giorni scorsi alcune segnalazione pervenute alla Direzione di via Pellico avevano annunciato proteste e malumori ad alti livelli per la dicitura contenuta nel francobollo “Fiume – Terra orientale già italiana”: una connotazione irredentistica e nazionalistica che secondo alcuni giornalisti croati andrebbe troppo “oltre” la semplice intenzione celebrativa della città quarnerina. Anche la Voce del Popolo – hanno osservato dall’Unione degli Istriani –, qualche tempo fa nell’annunciare l’iniziativa filatelica, precisava che tale notizia aveva provocato molti malumori a Fiume ed in generale nell’area istro-quarnerina. Come dire, una protesta che si sarebbe materializzata nei giorni dell’emissione.
Sono pervenute – ha aggiunto Lacota – anche alcune segnalazioni da Milano e Roma secondo cui il ritiro sarebbe dovuto ad una “svista” dell’ultimo momento, riferita alla bandiera svettante sul raffigurato Palazzo del Governo e, specificatamente, all’immagine stessa scelta che risalirebbe al periodo di occupazione jugoslava da parte dell’Asse.
“Sono comunque tutte motivazioni che non possono, nel modo più assoluto, nemmeno essere prese in considerazione – ha incalzato ancora Lacota –, poiché Fiume è città che era appartenuta all’Italia e basta!”. “Ricordo invece che la Slovenia, con l’appoggio incondizionato della Croazia, aveva emesso nel 2004 un francobollo celebrativo del 50.mo anniversario del ricongiungimento della Zona B in seno al litorale sloveno e questo – nonostante la falsità rappresentata dal sostantivo ricongiungimento – senza che nessuno protestasse, a parte l’Unione degli Istriani”.
L’Unione degli Istriani ha ricordato inoltre che se il francobollo su Fiume venisse ritirato definitivamente, sarebbe il terzo caso nella storia filatelica della Repubblica dopo il Gronchi rosa e lo Scià di Persia ad essere sospeso immediatamente prima della emissione. Infine, da via Pellico hanno confermato che se entro una settimana non verrà “restituito” il francobollo, in segno di protesta verrà tolto il tricolore dalla facciata della sede di Palazzo Tonello, quale unico segno di protesta possibile.