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La voce del popolo - Litorale sloveno

Riforma regionale insoddisfacente
per estensione e nome

La rivolta dei sindaci
Popovič propone di aumentare
i seggi garantiti per la CNI

MARESEGO - I Comuni del Litorale faranno sentire la loro voce per mantenere unita la regione e per tutelarne il nome storico. Hanno reagito così i sindaci di sei degli otto Comuni (erano assenti Isola e Comeno), che il Governo sloveno con la sua proposta di legge ingloberebbe nella provincia denominata Carsico-istriana. La sede dell'amministrazione sarebbe a Capodistria, mentre il Consiglio si riunirebbe a Sesana. L'intera area di Pirano, Isola, Capodistria, Divaccia, Erpelle - Cosina, Sesana, Comeno e Villa del Nevoso, secondo loro, ne uscirebbe pesantemente indebolita, mentre sarebbero interrotti irrimediabilmente contatti esistenti da sempre con il Goriziano. "Sarebbe difficile accettare che l'Isonzo non fosse più nostro oppure che il mare non fosse più loro", ha illustrato simbolicamente la divisione il primo cittadino capodistriano, Boris Popovič. "Inoltre, per quanto riguarda la collaborazione transfrontaliera, saremmo molto meno interessanti per le regioni contermini poiché troppo piccoli". I cittadini non ci stanno a rinunciare al nome di Litorale (Primorska) con il quale s'identificano anche per le tradizioni storiche e culturali. Un messaggio in questo senso era ben visibile ieri sulla Casa di cultura di Maresego. I Comuni faranno sentire la loro voce a Lubiana con lettere indirizzate ai presidenti del governo e del parlamento, ai ministri ed ai deputati. Il sindaco di Sesana e deputato, Davorin Terčon sarà incaricato di difendere questa posizione alla Camera di Stato. "Ritengo che siano già troppe le 14 province proposte, ma non accetto lo smembramento del Litorale, anche se questo dovesse dare alla mia città un ruolo più importante a livello provinciale". Per il sindaco di Pirano, Tomaž Gantar purtroppo i giochi sono quasi fatti. Rimane un’incognita il funzionamento delle province. La riforma sarà un salto nel buio. "Nemmeno i piranesi sono intenzionati ad accettare passivamente la cancellazione del nome storico", ha detto ancora Gantar. I Comuni sono pronti, se necessario, anche ad indire un referendum popolare. In merito alle elezioni degli organismi provinciali, vasta convergenza di vedute sull'elezione diretta (e non, come previsto, indiretta) del presidente. Popovič propone che tre dei 41 seggi del Consiglio siano riservati alla Comunità Nazionale Italiana (il governo ne prevede soltanto due). Lo sostengono con entusiasmo Gantar, Terčon ed il sindaco di Erpelle - Cosina, Zvonko Benčič - Midre, per il quale i diritti della CNI vanno tutelati e l'etnia rappresenta un arricchimento della futura provincia. Più riservate o forse non abituate ad affrontare il tema, le altre municipalità. Villa del Nevoso non ne ha discusso, ma il primo cittadino, Anton Šenkinc, pur parlando a titolo personale, ha garantito appoggio alla mozione. Non è contraria a priori nemmeno Divaccia, che come detto dal suo consigliere comunale, Alojzij Mohorčič, è pronta a valutare la proposta.

Gianni Katonar