5.1.2007
L'Europa oltre il Bosforo
Guardo con preoccupazione la carta geografica dell'Europa e noto che siamo rimasti nella sua ZONA GRIGIA, ovvero forse siamo una CHIAZZA SCURA, e mi ricordo delle indicazioni degli antichi cartografi che a proposito dei paesi sconosciuti (a sud di Cartagine, a occidente di Finisterae e a est della Dacia), scrivevano "HIC SUNT LEONES". Dunque, nei Balcani occidentali, almeno per ora siamo rimasti "leoni" ovvero "barbari". Ma non si tratta solamente di retorica cartografica, ovviamente, bensì queste terre, ossia i loro popoli, inclusi naturamente i croati, hanno contribuito eccome a meritarsi un simile trattamento. È chiaro che non bisosgna esagerare; però il fatto stesso che soltanto la Slovenia e proprio la Slovenia sia la prima dei dieci nuovi Paesi "integrati" dall'UE, rappresenta una sorta di consolazione per noi. Voglio dire che la Slovenia, che è stata l'unica dell'ex Juga a salvaguardare in un certo qual modo la propria economia e parzialmente a svilupparla, ci dimostra che una certa "inerzia economica socialista" include anche la Croazia, in ultima analisi, e non solo per motivi inerziali, nei Paesi in transizione economicamente solidi. E questo è l'unico indicatore per noi. E proprio per questo la CEFTA è la miglior notizia possibile e non rappresenta affatto una spinta all'ingresso della Croazia in una qual nuova Jugoslavia e neppure un modo per delimitare la zona balcanica contaminata.
È consolante forse anche il fatto che la Turchia sia parzialmente un Paese europeo e balcanico, specie perché è anch'essa candidata all'ingresso nell'UE. E anche se da decenni è parte integrante della NATO e del solido modello capitalistico occidentale, pure la Turchia deve effettuare preparativi per l'adesione ancora più seri di quelli degli altri Paesi balcanici: la Turchia, Paese euro-asiatico, Paese musulmano, la Turchia militarista e nazionalista, la Turchia conquistatrice che ancor oggi in occidente suscita imbarazzo e un'aperta resistenza, pure vista come Paese "barbaro" E in questo contesto a nessuno in occidente non disturba il militarismo brutale che mantiene in piedi il sistema parlamentare ed economico, bensì si guarda alla violazione dei diritti umani, al comportamento verso i curdi e in particolare ai peccati del passato, come il massacro degli armeni...
Credo che ci sia per la Turchia eccome posto in Europa, sul cui territorio del resto in parte si trova: ma soprattutto per il fatto che la Turchia rappresenta un anello di congiunzione, un passaggio tra l'Europa e l'Asia che permette il funzionamento dei collegamenti – d'affari, politici, culturali e interreligiosi – tra i due continenti.
Scrive Claudio Magris sulla Turchia: "Un Paese dalle molte anime che è parte della nostra storia". La Turchia vuole l'UE e l'UE si interroga su di essa ancor peggio che sul conto dei Paesi balcanici, nonostante tutto parli a favore dell'europeizzazione della Turchia, in particolare l'interesse reciproco.
Cito qui alcune annotazioni salutari, tranquillizzanti, lucide, pubblicate da Magris sul Corriere, specie quale nostro orientamento locale, interno:
"Istanbul, la Città che è per eccellenza una ricchissima stratificazione di civiltà, tutte presenti; le cupole islamiche coprono un universo che non è solo turco o musulmano, ma anche greco, latino, bizantino, genovese, veneziano, tradizionalista, modernista; un crogiolo e una mescolanza di culture, lingue, religioni. Il fondamentalismo è un nemico di questa Turchia e di questa Istanbul, di questo frastagliato arcipelago di diversità; di quella pluralità che, fin da tempi remoti, è stata la culla mediterranea, medio-orientale dell’Europa"…
"… I miti di questi mari e di queste coste sono miti fondanti per l’Occidente (per esempio gli Argonauti) e per quegli scambi (ora pacifici, più spesso sanguinosi) fra Oriente e Occidente che sono una linfa della civiltà europea"…
"… Arrivati in Europa come avanguardia delle steppe asiatiche, i turchi hanno finito a poco a poco per diventare un baluardo dell’Europa contro successive ondate dell’Asia, in un sincretismo culturale di cui l’impero ottomano, con la sua struttura amministrativa erede della Seconda Roma e la sua malinconica poesia orientale della corrosione di ogni bramata ed esorbitante grandezza, e la grande espressione statale"…
Comunque, non devono tuttii ragionare in maniera STORICA, in modo hegeliano, come Claudio Magris. Però visto che la stessa UE ragiona in realtà in maniera "hegeliana" – anche se a dire il vero in maniera solamente burocratica – non soltanto quando si tratta della Turchia, si impone per l'Europa un modo di ragionare più europeo, tanto più che esiste già il precedente chiamato Romania e Bulgaria. Questi due Paesi sono stati accolti con procedura d'urgenza nell'UE e nella NATO, nonostante in base a molti dei criteri che vigono per i dieci nuovi Stati membri, per la Croazia, gli altri Paesi dei Balcani occidentali e la Turchia, si tratti di due Paesi – se parliamo con chiarezza e in maniera "politicamente non corretta" – parecchio arretrati da un punto di vista storico, politico, economico, culturale, sociale. Alcuni miei amici occidentali vogliono convincermi che la Romania sia stata accolta solo perché in base alla "sua cultura latina è piaciuta alla Francia". E la Bulgaria? A questo quesito non c'è una chiara risposta "occidentale" E la risposta è chiara: la Bulgaria e la Romania sono state accolte soprattutto per completare la linea difensiva verso la Russia e l'Asia.
Anche questo mio giudizio potrebbe "passare" un esame di logica se non fosse per il fatto che tutti i Paesi del Balcani occidentali rappresentano da tempo, da un punto di vista storico e psicologico un ANTEMURALE CHRISTIANITATIS. E questo è oggi un enorme vantaggio, specie dall'ottica americana. I Paesi balcanici, inclusa la Croazia e anche la Turchia divengono un fattore rilevante della politica mondiale quale CORDON SANITAIRE verso l'Islam e l'Asia (e se serve verso la Russia). Questi poveri Paesi e popoli che si sterminano a vicenda ogni qualche decennio, possono diventare nuovamente SOGGETTI della politica internazionale e non solo OGGETTI ubbidienti. Serviranno però uomini nuovi per liberare i Balcani dai miti e dai pregiudizi...>