3. 1.2007
Un anno di vacche magre
Tre Coppe Croazia – Rijeka calcio, nonché le donne nella pallavolo (Rijeka) e pallanuoto (Primorje) – il bottino abbastanza povero delle squadre fiumane nell'anno che ci ha lasciato. Nessun titolo nazionale in tasca, a parte gli sport individuali. Con molte società che già nella seconda metà della stagione hanno compromesso il proprio piazzamento nella fase finale dei rispettivi campionati. Lontano dai vertici nazionali, con l'Europa che rimane un sogno proibito.
A partire dal basket (Kvarner), che ormai da anni naviga in cattive acque. La nuova direzione, i direttori Naglić e Grbić (ex giocatori), affiancati al presidente Franić, sono partiti con grandi ambizioni, ma hanno già dovuto ingaggiare un nuovo allenatore (Brajković) per cercar di salvare la stagione.
Una storia triste la pallamano (Zamet) maschile. Una squadra nelle sabbie mobili della classifica, senza direzione, con un presidente (Bracanović), dimissionario. E nessuno, nemmeno con il fucile puntato, vuol sentir parlare di camminare sui carboni ardenti di una crisi che dura da anni.
La pallanuoto (Primorje) di quel tecnico, Zoran Roje, che regolarmente inizia a costruire dal nulla, è un'incognita di giovani promettenti. Roje come – Sisifo? L'entusiasmo non gli manca, forse fino all'ultimazione della nuova piscina ci sarà anche una squadra – europea. Come ai vecchi tempi di gloria. Ma di ricordi non si vive...
Basket, pallamano e pallanuoto fiumano hanno tutti un'intera squadra in... esilio. Emigranti... economici in cerca di fortuna in altri nidi e lidi. Per far carriera e – soldi. A Fiume è impossibile, dal momento che nessuno è pronto a investire (gli sponsor sono solo racket politico) e allestire una squadra in grado di competere a livello nazionale e europeo. Il Palazzetto di Tersatto è un deserto, le partite feste casalinghe per pochi intimi, parenti, amici e ragazze...
Dulcis in fundo – il Rijeka calcio. Nell'anno del 60.esimo anniversario ha conseguito il maggior successo della storia conquistando la Coppa per la seconda volta consecutiva e il secondo posto in campionato. È successo nei primi sei mesi dell'anno che ci ha abbandonato. Poi il – buio. Causa una campagna acquisti estiva a dir poco sbagliata. Più di 600.000 euri buttati alle ortiche. Gennaio è il mese della verità di questo Rijeka senza identità e carattere. Per ora si sta gonfiando solo la lista delle partenze, di quelli che hanno ricevuto il benservito. Non abitano più a Cantrida Rubil, Lukunić, Verhas, Tkalčević e Tadić, mentre un ex è ormai anche Lerant. L'unica novità è rappresentata da Hrvoje Štrok, un'incognita dopo un'assenza di sei mesi dai campi di gioco per infortunio. Il presidente Robert Ježić afferma che i soldi non sono un problema, anzi sono pronti. Il direttore Marinko Koljanin annuncia grandi novità, nomi pesanti. Mah, staremo a vedere. In ogni caso, la squadra attuale a disposizione di Milivoj Bračun è da mandare in cantiere. Con gli uomini attualmente a disposizione lo Slaven Belupo di quel volpone di Elvis Scoria non è per niente abbordabile nella semifinale di Coppa. L'unica carta ancora da giocare da parte del Rijeka.
Per lo sport fiumano il 2006 è stano un anno di vacche magre, non lo rimpiangeremo.