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il premier ivo sanader rassicura la cittadinanza: prezzi fermi fino all'estate
Correnti e gas, niente rincari
Il calo dei listini degli alimentari
riguarderà le grandi catene di supermercati

ZAGABRIA – Il Governo garantisce che sino all’estate non aumenteranno i prezzi della corrente elettrica né quelli del gas per la cittadinanza. Per ciò che concerne l’industria, forse quello del gas subirà variazioni, ma la questione sarà esaminata in seguito. Lo ha dichiarato ieri il premier Ivo Sanader, dopo la riunione del Consiglio per l’andamento dei prezzi e la loro influenza sul tenore di vita dei cittadini.
Nella riunione di qualche giorno fa tra il Governo e i rappresentanti dei partner sociali e delle associazioni di consumatori, nonché i rappresentanti delle città, dei comuni e delle Regioni, era stato deciso che dal primo febbraio scenderanno (tra l’8 e il 12 per cento) i prezzi del pane, del latte fresco e dell’olio. Il premier ieri ha ringraziato i produttori per essere venuti incontro alle esigenze dei consumatori, giacché la metà della diminuzione dei listini sarà a carico dei produttori e metà a carico dei venditori.

Rafforzare la competitività

Il vicepresidente del Governo e ministro dell’Economia Damir Polančec ha spiegato che la diminuzione dei prezzi riguarderà soprattutto le grandi catene di supermercati, non le piccole rivendite locali.
Il presidente dell’Associazione dei datori di lavoro Damir Kuštrak ha messo in evidenza la buona volontà dimostrata dai produttori, esprimendo l’aspettativa che anche gli altri partner sociali prenderanno le misure necessarie per rafforzare la concorrenzialità dell’economia croata e del tenore di vita dei cittadini.
Nella riunione di ieri è stato deciso che si dovrà fare un’analisi della Legge sull’economia comunale, in base alla quale si esamineranno le possibilità di correzione dei prezzi dei servizi comunali a livello locale, in particolare nelle città in cui questi costi sono aumentati di recente.
In materia di tassazione, il premier ha promesso che non ci saranno ulteriori balzelli, mentre per ciò che concerne il ribasso di alcuni tassi, Sanader ha considerato che “ne stiamo discutendo. Ognuno deve dare il proprio contributo nelle situazioni critiche per quanto concerne le quali la Croazia, nell’ambito europeo, non costituisce un caso a sé”, ha commentato il premier.

Meno paga... prezzi più bassi

Tornando ai rincari dei servizi comunali, da rilevare che questi hanno suscitato maretta a Zagabria. I sindacalisti hanno protestato ieri dinanzi alla sede della Giunta della capitale. Il sindaco Milan Bandić (SDP) ha fatto presente ai manifestanti che i prezzi dei servizi comunali potranno scendere solo a patto che i sindacati accettino una riduzione della crescita delle paghe dei dipendenti dell'amministrazione statale. In altre parole non più sei p.c. ma soltanto più tre per cento.

Critiche all'intervento del ministro degli esteri sloveno al parlamento europeo
Sanader: «Ho riso, ma non di cuore»
«Dimitrij Rupel ha superato i limiti consueti nei rapporti diplomatici»

ZAGABRIA – "La Croazia non ha interrotto i rapporti diplomatici con la Slovenia. Se qualcuno ha tentato di farlo costui è stato il ministro degli Esteri sloveno Dimitrij Rupel". Lo ha sostenuto il premier croato Ivo Sanader, commentando l'intervento di Dimitrij Rupel alla sessione della Commissione esteri del Parlamento europeo, durante il quale il capo della diplomazia slovena ha segnalato di non aver avuto incontri con l'omologo croato da circa un anno, fatto questo che, ha aggiunto, non aiuta a risolvere i problemi. Con il suo intervento, secondo Ivo Sanader, Rupel ha superato i limiti consueti nei rapporti diplomatici fra i due paesi. Il premier ha pure affermato che il capo dei negoziatori croati alle trattative con l'Unione europea, Vladimir Drobnjak, già l'autunno scorso aveva richiesto un incontro con gli esponenti del Ministero degli esteri di Lubiana, senza ottenere alcun riscontro. Sanader ha lanciato un appello al capo della diplomazia slovena invitandolo ad attenersi a quelli che sono i principi della comunicazione politica fra Slovenia e Croazia, due paesi amici che cercano di risolvere le loro questioni aperte in linea con lo spirito europeo. L'intervento di Rupel, ha sottolineato ancora il capo del Governo croato, è stato ridicolo e singolare: ho "riso al suo discorso, ma non di cuore", ha concluso. Infine Sanader ha esortato il capo della diplomazia slovena a non dire più cose simili e a incontrarsi quanto prima con l'omologo croato Gordan Jandroković.

«Fatti, non parole»

Ricordiamo che alla riunione della Commissione esteri dell'Europarlamento, Dimitrij Rupel ha sottolineato che per risolvere il contenzioso che contrappone la Croazia all'UE riguardante la zona protetta nell'Adriatico, l'Unione europea si aspetta ''non solo parole ma fatti'' da parte di Zagabria. ''La Croazia deve congelare la zona ecologica di pesca come promesso e come si è impegnata a fare per iscritto'', ha affermato Rupel. ''Deve rispettare i suoi impegni, niente di più'', ha indicato il capo della diplomazia slovena, rilevando che Zagabria deve dare corso a questi impegni ''nei fatti e non solo nelle parole''.

Đurđa Adlešić: «No ai ricatti»

Rilieviamo ancora che la vicepremier e vicepresidente del partito social-liberale croato Đurđa Adlešić ha toccato il nodo della ZERP anche nell'incontro che ieri ha avuto con Borek Sever, rappresentante della Fondazione Friedrich Naumann per la Cekia, la Slovacchia, l'Ungheria, la Slovenia e la Croazia. Đurđa Adlešić ha chiesto l'aiuto della Fondazione e dell'associazione dei liberali europei per risolvere il nodo della zona protetta e permettere "alla Croazia di realizzare il suo diritto internazionale". Secondo la vicepremier "i tentativi di ricattare la Croazia congelando i negoziati di adesione con l'Unione europea a causa della ZERP non sono sicuramente un buon messaggio al paese e ai suoi cittadini".

parla l'esperto croato davor vidas
«Il diritto del più forte è l'unico
argomento contro la ZERP»

ZAGABRIA – “Le pressioni nei confronti della Croazia per farla desistere dalla Zona ittico-ecologica (ZERP) non hanno nessun fondamento né nel diritto internazionale, né nella prassi dei membri dell’Unione europea, come neppure nelle reali necessità di salvaguardare il mare Adriatico. In questo modo, l’unico argomento convincente è la ‘legge del più forte’ che è contraria alle basi fondamentali dell’UE”. Lo ha asserito Davor Vidas, esperto in diritto marittimo per l’ultimo numero della ricista “Fokus”.

«Troppo tolleranti verso gli interessi altrui»

In un’ampia intervista rilasciata a questo settimanale, pubblicata con il titolo “Il voto per la ZERP è il voto per l’Unione europea” Vidas, direttore del Dipartimento per la marineria e il diritto marittimo presso l’Istituto norvegese “Fridtjof Nansen”, ha rilevato che, fino a questo momento, la Croazia ha dimostrato "troppa tolleranza" nei confronti degli interessi altrui, e al fine di permettere l'avvio dei negoziati, ha rimandato l’applicazione della ZERP per ben tre volte: nel 2003, nel 2004 e nel 2006.
“Non sono a conoscenza di nessun altro caso del genere al mondo”, ha osservato, precisando che, nonostante tutto, a quattro anni e un mese della proclamazione della ZERP, la sua applicazione ufficiale ha avuto inizio il 1.mo gennaio scorso.

«Battelli italiani: pesca illegale»

Ciò, secondo lui, significa che, ad esempio un peschereccio italiano, fino al 31 dicembre 2007 era in pesca irregolare e che ora è in quella illegale. Vidas ha aggiunto, comunque, che la Croazia non è in grado di sfruttare pienamente il patrimonio ittico della zona protetta, per cui i Paesi vicini, ai sensi della Convenzione delle Nazioni Unite sul diritto marittimo, non saranno esclusi dalla pesca nella ZERP ma dovranno attenersi alle condizioni poste.
Sempre secondo Vidas, la ZERP si basa sul diritto marittimo, per cui negare lo stesso, compresa la sua applicazione, mette sempre di più in predicato le basi fondamentali dei valori europei quali il principio dell’equità del trattamento ma anche del rapporto nei confronti dell’ambiente e delle risorse marine. Si tratta, a suo avviso, di valori e obiettivi che la fascia protetta croata salvaguardia e che l’UE proclama e cerca di applicare dovunque.
“Per i Paesi piccoli, quali la Croazia, sarebbe un grande errore accettare in modo acritico tutte le richieste che vengono poste, e desistere dall’indiscutibile diritto internazionale e dalle giustificate misure, quali la ZERP. Chi segue questa strada, riceverà sempre nuove pretese illegittime”, ha affermato Davor Vidas.