
PARLA IL PRESIDENTE DELLA COMUNITÀ DEGLI ITALIANI
Festival di Montona, ignorato il bilinguismo Enrico Pissach: «Deve reagire il Comune»
MONTONA – “Noi non abbiamo rifiutato nessuno, perché non fa parte della nostra educazione e cultura”. A ribadirlo è Enrico Pissach, presidente della Comunità degli Italiani di Montona, in merito alle recenti dichiarazioni del direttore artistico del Montona Film Festival Rajko Grlić. Il regista zagabrese, nonché fondatore della rassegna, avava dichiarato al nostro giornale di non avere dei buoni rapporti con la locale Comunità degli Italiani poiché circa tre anni fa erano stati scacciati dalla sede della CI, utilizzata prima dal Festival come sala cinematografica.
“Bisogna precisare che a quell’epoca presidente del sodalizio era la signora Renata Sandalj – prosegue Pissach –. In ogni modo, da quando riesco a ricordare l’assemblea della Comunità aveva deciso di non poter più offrire l’utilizzo della sede alla rassegna cinematografica per il semplice motivo che nella sala erano e continuano ad essere presenti inventari di un certo valore. Mobili necessari al normale funzionamento della Comunità. Mi riferisco a tavoli, fotocopie, sedie, una libreria con diversi volumi e opere, un pianoforte, armadi e televisori. In questi cinque giorni, quanto dura il festival dove li sistemiamo? Non abbiamo un luogo di ripiego, uno sgabuzzino in cui sistemarli provvisoriamente e di conseguenza con tutti questi beni in sala non possiamo correre il rischio di concedere l’usufrutto 24 ore su 24 al Festival. Finché eravamo in grado di farlo abbiamo esaudito ogni più piccola esigenza della manifestazione cinematografica, per sette anni. Per quanto concerne il bilinguismo è un grande dispiacere che non sia presente al Festival, ma la decisione d’intervento o di richiesta spetta al Comune e non a noi. Anche se diverse persone dell’Assemblea comunale sono nostri soci. La Comunità di Montona ha combattuto per il bilinguismo nella toponomastica cittadina e nelle insegne stradali che interessano noi direttamente” ha precisato il presidente della Comunità degli Italiani di Montona. (gian)
Ad inizio agosto avvenimento di grande richiamo
«Sepomaia Viva» come Roma
Rassegna di antichi mestieri, costumi, giochi e reperti
UMAGO - Fra le manifestazioni più belle dell'estate umaghese troviamo sicuramente "Sepomaia Viva", in programma dall'1 al 3 agosto. Una manifestazione che parla del passato, degli antichi romani, dei tanti siti archeologici che si trovano lungo la costa, ma anche degli antichi mestieri, della cucina di una volta, dei costumi e dei divertimenti. Umago, assieme il Museo civico, l’Università aperta e la locale Comunità turistica, cercherà di coinvolgere anche i turisti, proponendo un programma molto variegato ma anche di grande impegno.
La manifestazione inizierà il primo agosto, alle ore 10, nel parco della scuola italiana “Galileo Galilei” con l’allestimento del campo dei gladiatori, in collaborazione con l’Istituto “Ars Dimicandi” di Milano. Alle ore 18, in piazza della Libertà, il Museo civico e la Società Nostra Infanzia, organizzeranno una manifestazione con il gruppo dei piccoli archeologi. Ci sarà pure un “emporio” dei musei, con i mestieri dell’antichità. In mostra sigilli, ceramiche, sculture, affreschi, gioielli, cosmesi, mosaici. Non mancheranno una rassegna culinaria romana, le danze dell’antichità, i legionari e i gladiatori.
Il 2 agosto verrà approfondito l’argomento del teatro antico, verrà riproposto l’”emporio” dei musei, mentre le parrucchiere del salone “Goga” di Pola, in collaborazione con il Museo civico, si destreggeranno con le acconciature romane femminili di Agrippina, Plautilla e Faustina. Non mancheranno le danze antiche con i ballerini di Villadose.
Il 3 agosto, saranno riproposte le attività dei giorni precedenti, i gladiatori, con in più il teatro antico e una gara gastronomica, basata sulle ricette antiche.
Da segnalare pure che tutta la costa umaghese è ricca di siti archeologici di grande importanza storica. A Tiola, per esempio, sito archeologico a pochi metri dal mare, vicino all’albergo “Koralj”, a cento metri dal casinò “Solei”, sono venuti alla luce un magazzino di anfore, due tombe di bambini, mura, ceramiche e un gran numero di reperti, molti dei quali “timbrati”, quanto sta ad indicare che i commerci già a quel tempo erano regolamentati. Le tegole, per esempio, erano firmate "Crispinilla", amante dell’imperatore Nerone.
Il sito di Tiola, dove si è iniziato a scavare già nel 1965, praticamente è una miniera archeologica di grande valore, con villa, cisterna, terme, necropoli, mosaici, ceramiche, monete, anfore, tegole e piatti del periodo di Diocleziano. Una vera e propria preziosità, sia dal punto di vista archeologico che da quello della promozione turistica. Per tre giorni dunque Umago parlerà, vestirà, e si divertirà come ai tempi dell'antica Roma. (fs)
Tournée del gruppo teatrale della “Fulvio Tomizza”
«Xe tuti parenti streti» piace anche in Italia
UMAGO - Prosegue la tournée del gruppo teatrale della Comunità degli Italiani “Fulvio Tomizza” di Umago diretta da Giuseppe Rota. Due le tappe in cui la filodrammatica della CI ha dimostrato al folto pubblico la bravura, l’impegno e la serietà degli attori e la buona volontà di portare in scena alcuni scampoli di vita quotidiana, o come meglio lo stesso Pippo Rota li ama definire, copioni “confezionati” in casa, puntando esclusivamente su fatti e situazioni che rispecchiano la vita della nostra gente.
Il 22 luglio la compagnia è stata ospite a Portogruaro con la commedia scritta e redatta da Giuseppe Rota “Xe tuti...parenti streti!” grazie alla collaborazione tra la Scuola Media Superiore Italiana di Buie “Leonardo da Vinci” e l’omonimo Istituto Professionale di Portogruaro.
L’idea del gemellaggio è nata l’11 maggio 2006 presso l’Agenzia per la democrazia locale di Verteneglio, quando il preside del Ginnasio Umanistico e sociale “Marco Belli”, Lorenzo Zamborlini, ha accettato con entusiasmo la proposta del Preside della SMSI di Buie, Claudio Stocovaz, di partecipare a un progetto comune tra le scuole sul tema del dialetto istro-veneto e veneto. Nascono così in sintonia, su una traccia comune, due commedie interpretate dai ragazzi delle rispettive scuole. Quella di Buie, prendendo spunto dalla Alularia di Plauto e sotto la guida del prof. Gaetano Benčić, mette in scena “La pignata de oro”, mentre i ragazzi di Portogruaro presentano “Provemoghe”, un mix di musica, sketch e recitazione.
È a questo punto che entrano in scena i veterani della Comunità di Umago che, grazie alla proposta di Stocovaz, presentano a Portogruaro la commedia brillante di Pippo Rota, anch’essa in istro-veneto. Ad accoglierli il vicedirettore dell’ITIS, Lucio Zanon e il direttore amministrativo Pietro Senigalia. L’allegra comitiva della CI ha così intrattenuto il pubblico con la commedia spassosa, come del resto tutte le altre scritte e rappresentate finora in Istria, Fiume, Trieste, Venezia – Mestre e Milano, dal nostro concittadino Pippo Rota, attento osservatore delle situazioni del mondo che ci circonda. L’azione si svolge durante un fine settimana in una famiglia istriana che nella stagione turistica affitta delle stanze ai vacanzieri cercando, con mille sotterfugi, di eludere il fisco. Da corollario alla vicenda il classico scontro generazionale, gli immancabili battibecchi tra suocera e nuora, l’avidità del padrone di casa, e molto altro ancora.
Sempre con la stessa commedia, la CI di Umago ha fatto tappa il 26 luglio a Duino – Aurisina dove ha partecipato, con grande successo, alle Serate d’Estate Sotto le Stelle, manifestazione organizzata nell’ambito del Festival Internazionale del Triveneto e dell’Istria, dall’Associazione delle Compagnie Teatrali Triestine “L’Armonia”. Grande la soddisfazione espressa dal Presidente dell’“Armonia” Bruno Cappelletti che, a serata conclusa, ha consegnato una targa ricordo ai bravi umaghesi incentivandoli a continuare nella loro attività, estremamente importante per la salvaguardia delle tradizioni e della lingua istro-veneta. Il prof. Giuseppe Rota, ringraziando i presenti per l’ospitalità, ha parlato di convivenza, rispetto reciproco e del grande ruolo delle Comunità degli Italiani in Istria e Croazia. Ruolo che diventa quasi una missione da compiere per il bene di tutti i nostri connazionali nella diffusione e sopravvivenza dell’identità nazionale.
Ma non è finita qui. Il 9 agosto gli instancabili interpreti di “Xe tuti...parenti streti” (e sono ben 18), parteciperanno all’Agosto Ronchese, manifestazione che va dall'1 al 10 agosto. E sarà in “Piazza Concordia”, con inizio alle ore 20.30, che l’allegra brigata farà ancora una volta onore alla propria Comunità e alla Città di Umago. (fs)
In piazza San Benedetto
Piacevole «Cuntrada ingiabanada»
ROVIGNO - Dopo aver ospItato, la scorsa settimana, la compagnia “Grado Teatro” di Grado, la piazzetta S. Benedetto di Rovigno ha accolto la SAC “Marco Garbin”, in versione folk, con il programma "Cuntrada ingiabanada" (Contrada indiavolata). Un pot-pourri di canzoni rovignesi, tra bitibade, arie da nuoto e arie da “cuntrada”, con voci soliste quelle di Claudio Malusà, Germano Ettorre, Sergio Ferrara, Gianfranco Santin e il duo Guerrino Poropat e Germano Ettorre. Da parte femminile un fuori programma con l’intervento di Marisa Poretti e non è mancata nemmeno la novità in assoluto che ha visto l’esibizione in versione folk, assieme alla “Marco Garbin”, di Sergio Preden “Gato”. Applaudito calorosamente dal pubblico, che nella stagione estiva è composto da numerosi rovignesi esuli in vacanza nella loro città natale, ha eseguito alcuni bei motivi del repertorio rovignese, in una coreografia molto suggestiva, davanti alla chiesetta oggi adibita ad atelier, in un mondo di pescatori, contadini e donne di “cuntrada” intente ai loro lavori manuali, come succedeva un tempo. Ed il tempo è trascorso piacevole e veloce, nonostante qualche goccia di pioggia. Gran finale sulle note della “Viecia batana”, che ha coinvolto anche il pubblico, l'esibizione di Marisa Poretti e Giuseppe Bruni "Bepi Tola" e ancora un bis concesso da Sergio Preden “Gato”. Una piacevole serata in famiglia, in una piazzetta dove s’è respirata un’atmosfera d’altri tempi, tra calli e volti della Rovigno di una volta. (eb)
Incontro voluto dal Forum delle donne SDP
Boby Marotti affezionato alla città di S. Eufemia
ROVIGNO - Il Forum delle donne del Partito socialdemocratico (SDP) di Rovigno, in collaborazione con l’Associazione zagabrese degli amici di Rovigno, presieduta da Ana Tomić, ha organizzato alcuni giorni fa negli ambienti del caffè bar “Piazza”, un incontro con l’attore Boby Marotti, in questo periodo in vacanza a Rovigno. Un incontro, come sottolineato da Eufemia Papić, in rappresentanza del Forum delle donne dell’SDP sia della Regione Istria che della Città di Rovigno, che esula dalla politica, per conoscere meglio un personaggio del mondo della cultura.
Boby o meglio “Roby” - un nomignolo che come dice lui oggi meglio gli si addice visto il suo precario stato di salute - inizia comunque con molta serenità ed ottimismo a raccontare di se, in modo anche divertente, ad iniziare dai suoi avi che dice essere stati dei contrabbandieri sistematisi nel lontano 1702 nel Fiumano, a Castua. La sua famiglia ha vissuto a Fiume, per poi trasferirsi a Maribor, dove lui è nato nel 1922 quale ultimo di tre fratelli, e più tardi, con l'aiuto di Vladimir Nazor, a Zagabria. Nella capitale Marotti cercherà di realizzare il suo sogno di fare l’attore, un sogno nato già quand’era ragazzino a Maribor, dove ha vissuto pure le sue prime esperienze di giovane oppositore al regime nazifascista, praticando il volantinaggio. Diplomatosi a Zagabria, nonostante la difficoltà della lingua, visto che allora parlava solo lo sloveno, quale alunno di quel grande maestro e suo idolo che fu Branko Gavella, che all’epoca gli ha concesso sei mesi di tempo per imparare la lingua croata. Di li a poco aderì al movimento partigiano.
Tante le esperienze, dice, belle e brutte che lo legano a quel periodo, tra le quali pure quelle che lo vedono impegnato nella recitazione. La sua vita teatrale lo vedrà poi nel 1946 a Fiume, dove trascorre 3 anni della sua esistenza, per poi ritornare a Zagabria, nuovamente impegnato con il teatro di Branko Gavella, anche in coppia con Irene Kolesar.
La sua prima visita a Rovigno risale al primo dopoguerra, periodo del quale conserva un bel ricordo avendo stretto numerose amicizie. Anche se molti dei suoi amici di allora non ci sono più, lui continua a mantenere questo contatto, anche se non troppo di frequente visti i suoi impegni in campo teatrale. Ancora oggi, infatti, partecipa ai “Giochi ragusei”, come pure alle rappresentazioni degli “Histrioni”, con i quali sarà di scena dal 6 al 30 agosto.
Al momento di accomiatarsi dal pubblico, tra il quale pure una delegazione della presidenza dell’Unione combattenti antifascisti di Rovigno, recita i versi di tre significative poesie, rispettivamente di Kaštelan, Gervais e Bepo Cvek, un poeta dialettale ciacavo di Rovigno. Si dice felice di questa simpatica esperienza, pronto a ritornare l’anno prossimo, qualora gradito. Già da ora dice però che la narrazione sarà del tutto diversa.
Eleonora Brezovečki
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