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La voce del popolo - Friuli Venezia Giulia

dimissionario il direttore generale dell'agenzia Turismo FVG
Ejarque: «Agirò per vie legali»
«Il mio non era un contratto politico, ma un normale contratto»

TRIESTE – Il caso di Joseph Ejarque, recentemente dimessosi tra le polemiche dal suo ruolo di direttore generale dell’Agenzia del Turismo FVG, non si è ancora chiuso. In ballo ci sono le poltrone di altri dirigenti che ruotano, più o meno unitamente, ai destini della Giunta regionale. In difesa dell’ex vertice di Turismo FVG ieri si è mosso l’ex assessore regionale e segretario provinciale del PD Roberto Cosolini, che ha dato una sua interpretazione dei fatti recentemente avvenuti. “Tondo ha il problema di sistemare le persone rimaste fuori dalla Giunta e lo fa attuando uno spoils system brutale”, ha detto Cosolini senza mezzi termini a margine di una conferenza stampa. Quello che, comunque, finora è stato reso noto è che Tondo avesse caldeggiato in via informale le dimissioni di varie dirigenze, come si confarebbe agli incarichi di natura strettamente politica conferiti in ambito regionale.

Spoil system brutale

Commentando le dimissioni di Joseph Ejarque, Cosolini ha lanciato una frecciata complessiva al sistema regionale. “Dalle parole di Ejarque emerge il clima di queste settimane: la Giunta Tondo esercita una pressione molto forte e poco elegante per avere dimissioni immediate, senza nemmeno valutare la professionalità delle persone”. “Evidentemente –ha continuato Cosolini –, Tondo ha il problema di sistemare le persone che sono rimaste fuori dalla Giunta. Poi sarà interessante valutare i curricula professionali dei nuovi manager”. “Lo spoils system è brutale – ha proseguito –, inedito, non l’ha fatto nemmeno il Governo Berlusconi. E non l’aveva fatto la Giunta Illy”. Cosolini ha ricordato che i vertici di Friulia, la società finanziaria della Regione, “stanno aspettando indicazioni su come operare, ma l’azionista non vuole darle finchè non ha azzerato tutto”.

Questo è quanto fanno i manager

Diametralmente opposta la reazione alla vicenda quella del coordinatore del PdL per il Friuli Venezia Giulia Isidoro Gottardo. “Trovo normale – ha affermato Gottardo –, che il manager che ha avuto un incarico fiduciario da una Giunta regionale che perde le elezioni, e viene sostituita da una coalizione che ha un diverso programma e orientamento, rimetta il suo mandato nelle mani del presidente della Regione”. “Dopodiché – ha spiegato Gottardo –, sta alla Giunta valutare, alla luce dei nuovi indirizzi, se confermare o meno l’incarico, lasciando nel contempo il manager libero di accettare o meno”. “I manager – ha aggiunto Gottardo –, devono avere, quindi, anche uno stile, oltre che una sostanza, proprio perché – ha evidenziato –, si ritiene abbiano una competenza, giustamente ben retribuita, abbiano scelto la libera professione, e conoscono le regole politico-istituzionali”. “Al posto di Ejarque – ha detto Gottardo –, avrei rimesso il mandato nel momento in cui si è insediata la Giunta Tondo. Comunque lo ha fatto. Sempre meglio di altri che fanno finta di niente – ha concluso Gottardo –, fingendo di non cogliere gli inviti, probabilmente per continuare a beneficiare di lauti contratti”.

Spezzato il rapporto fiduciario

“Mi sono state annunciate le dimissioni di Ejarque, ed è un gesto che apprezzo”, è stato invece il commento del presidente della Regione Renzo Tondo. “Ne avevamo parlato”, ha aggiunto, precisando che “non c’è alcuna valutazione sul lavoro fatto da Ejarque. Semplicemente – ha spiegato –, si tratta di una lavoro basato su un rapporto fiduciario, che non c’è più” con un manager per il quale – ha ricordato Tondo –, la Regione Friuli Venezia Giulia sosteneva anche costi significativi. “La Turismo FVG – ha detto Tondo –, continua il proprio lavoro. Cerchiamo di ristrutturarla”, prendendo – ha concluso –, quello “che c’è di buono, perché ci sono anche molte cose buone fatte da Ejarque, e continuandole”.

«Le cose cambiano»

Delle dimissioni di Ejarque, che era stato nominato nel novembre 2005 dalla Giunta Regionale presieduta da Riccardo Illy, si è avuta notizia due giorni fa tramite una lettera che lo stesso Ejarque ha inviato ai suoi collaboratori della Turismo Fvg. “Come succede spesso nel mondo della politica –aveva scritto –, le cose cambiano. La nuova Giunta Regionale probabilmente non condivide il modello operativo che abbiamo impiantato. Dal momento che l’assessore Ciriani e il presidente Tondo mi hanno pregato di lasciare il mio incarico, ho deciso che era più importante la squadra che non la mia persona, in questo senso ho lavorato e lottato al fine di far proseguire l’operato di questo gruppo. “Purtroppo però – ha continuato Ejarque –, le condizioni che si sono create nelle ultime settimane mi hanno portato a perdere la fiducia nella Giunta regionale, nei suoi esponenti e negli uffici dell’Assessorato. Per questo motivo ho deciso di rassegnare le mie dimissioni da direttore generale della Turismo FVG con decorrenza immediata”. Ejarque, però, non ha voluto spiegare quali sono stati gli episodi e le scelte della Giunta regionale che lo hanno portato a rassegnare le dimissioni. Si è limitato ad annunciare l’intenzione di agire per vie legali contro la Regione Friuli Venezia Giulia perché ritiene di essersi dimesso “per giusta causa”.

La «giusta causa»

Lo si è appreso, ieri, dallo stesso Ejarque che ha riferito che nella lettera di dimissioni inviata al presidente della Giunta Regionale, Renzo Tondo, ha spiegato che procederà per vie legali per tutelare i suoi diritti. “Le mie – ha spiegato Ejarque –, sono dimissioni per giusta causa. Il contratto tra la Regione e me non è stato rispettato, non era un contratto politico, ma un normale contratto. Evidentemente, quando una delle due parti non si comporta come previsto dal contratto, l’altra ha diritto a essere tutelata”. “Da aprile – ha aggiunto –, ho dato tutta la mia disponibilità sia al presidente Tondo, sia all’assessore Ciriani per procedere nel migliore dei modi, ma gli atteggiamenti che la Giunta e perfino gli uffici dell’assessorato hanno avuto verso di me, mi hanno portato alle dimissioni”. Ejarque ha precisato di “essere sereno, perché – ha spiegato –, sono un professionista. Le mie preoccupazioni – ha concluso –, riguardano il sistema turistico di questa Regione, persone straordinarie, che non devono soffrire di questa situazione, e i collaboratori di Turismo FVG che devono continuare a lavorare”. (red/em)

il presidente renzo tondo
«Non stiamo pensando
a un rimpasto della Giunta»

UDINE – “Non c’è nessuna ipotesi di rimpasto in Giunta”: lo ha detto il presidente della Regione Friuli Venezia Giulia, Renzo Tondo, ieri, a Udine, a margine di un incontro con la campionessa olimpica Chiara Cainero. “Questa è una Giunta che lavora bene – ha aggiunto –, e io sono molto entusiasta di tutti i miei assessori”. L’ipotesi di un rimpasto nella Giunta regionale dell’FVG è da alcuni giorni al centro di interventi di vari esponenti politici, più o meno direttamente collegati all’ipotesi di nomina dell’assessore regionale ai trasporti, Riccardo Riccardi, a sub-commissario per l’autostrada A4 Venezia-Trieste, di cui lo stesso Tondo dovrebbe essere nominato commissario per decisione del Governo Berlusconi. “In questa calda estate – ha aggiunto Tondo –, evidentemente qualcuno si diverte a fare ragionamenti che non sono al centro della mia attenzione”. “Io – ha spiegato –, ho un problema centrale, che è quello di ‘far partire’ l’autostrada A4 e quello di ripartire dopo la pausa estiva con una serie di riorganizzazioni del sistema regionale, perché scadranno i direttori, ci sarà il problema di ‘riorganizzazione’ di Friulia e ci sarà il problema dell’agenzia Turismo FVG dopo le dimissioni del direttore generale, Josep Eiarque. Quindi, lavoriamo senza fare ragionamenti su rimpasti in Giunta”. “Questa – ha proseguito Tondo – è una Giunta che lavora bene e io sono molto entusiasta di tutti i miei assessori: sono bravi; li vedo molto impegnati; sono consapevoli che stiamo giocando una partita difficile perché non è facile governare la Regione in questa situazione”. “Io – ha spiegato –, ho dato un messaggio a tutti gli assessori: le sfide vanno affrontate. Ci sono due modi di porsi davanti alle sfide: cercare di evitarle o affrontarle. Noi – ha concluso Tondo –, vogliamo affrontarle”.

al civico museo del mare
Cherso e Lussino
a Marestate 2008

TRIESTE – Marestate 2008, la tradizionale e riuscitissima manifestazione estiva al Civico Museo del Mare di Trieste, si conclude questa sera alle ore 21, con l’incontro dedicato alle Absirtidi dal titolo “Cherso e Lussino: le pietre e il mare”. La conferenza e la proiezione multimediale saranno a cura dell’esperto Marino Vocci aiutato dalle bellissime immagini di Sergio Dolce, Alessandro Giadrossi e la collaborazione di Claudio Raini. In apertura di serata verrà proiettato il cortometraggio di Gianni Mangiagli dal titolo “Cherso” su una giornata particolare tra le pietre e il mare dell’Isola di Levrera, isolotto di fronte alla baia di San Martino.
Cherso è un’isola di pietra, che è un autentico e concreto esempio, della bellezza fatta di tante diversità. Con i suoi piccoli e grandi insediamenti abitativi, le piccole e grandi raccolte d’acqua, con i delfini, i grifoni e gli scampi. Un’isola quasi sospesa tra mare e cielo, fortemente caratterizzata dalla presenza delle masiere, i caratteristici muretti di pietra a secco che sono dei veri e propri monumenti al lavoro dell’uomo. Pietre raccolte per dissodare il terreno e poi sistemate con grande maestria per delimitare le proprietà e per difendere la poca terra dai refoli della bora e del “garbinazzo”. Un mondo di pietra presente in tutto l’Adriatico dalla Puglia (con i tipici trulli), all’Istria (con le casite), al Carso. Sempre protagonista la pietra: pietre usate per lastricare le vie e le piazze più “vissute” delle città e per delimitare le strade bianche della campagna, per costruire i pastini, oppure abbondantemente usate nell’architettura. Quella colta dei palazzi, ma anche in quella semplice e spesso più essenziale del mondo rurale. Pietre per costruire chiese e i campaniletti a vela, palazzi, castelli e tetti, torri merlate e portali importanti; ma anche piccoli particolari artistici e quasi d’arredo spesso ignorati. E ancora macine, frantoi, pile e mangiatoie. E poi acquedotti, cisterne e pozzi, porti, moli e bitte e le mura delle piccole e grandi delle città costiere, che cercano di contenere la forza e la furia del mare. Il paese di Lubenizze alto sul mare di Cherso è un po’ il simbolo della grande storia della pietra.
Lasciata Cherso e attraversato l’istmo di Ossero con il suo “ponte” spezzato, l’approdo è nella lussureggiante isola di Lussino. Un’isola con un mare straordinario e con una storia importante come quella ottocentesca degli antichi velieri e di grandi genti di mare.
In primo luogo i Cosulich, una famiglia che è un vero simbolo del viaggio: da Lussino a Trieste e poi da Monfalcone al Mondo. (ng)