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commissione croato-slovena sui confini, pochi i progressi
«La parola passi ai politici»

LUBIANA – Non vi sono stati progressi di rilievo nei lavori della Commissione mista incaricata di mettere a punto la cornice giuridica per un eventuale arbitrato dinanzi a un'istanza giudiziaria internazionale. Mentre la parte croata sostiene che si sia giunti a un passo dall'accordo e che la Commissione debba proseguire il suo lavoro, i componenti sloveni sono dell'opinione che le questioni ancora aperte non possano essere risolte a livello tecnico, bensì soltanto a livello politico.
La parola, dunque, dovrebbe passare ai governi. Tra i nodi da sciogliere la richiesta slovena di tenere conto del principio di equità e l'oggetto dell'arbitrato, ovvero tenere conto soltanto della delimitazione fra le acque terrotoriali, o anche di quella della piattaforma continentale e delle zone economiche.
A Zagabria, intanto, si continua a guardare con cautela all'iniziativa europea per superare il contenzioso. L'inclusione della Commissione UE nella soluzione dei nodi confinari croato-sloveni per il tramite del "consiglio dei saggi", "può essere soltanto di aiuto", ha sottolineato, comunque, il presidente della Repubblica Stjepan Mesić. In ogni caso, ha rilevato Mesić, il contenzioso bilaterale fra i due Paesi non dovrebbe rappresentare assolutamente un ostacolo all'ingresso della Croazia nell'Unione europea.
Il premier Ivo Sanader ha fatto capire però che Zagabria più che la mediazione europea, preferisce l'arbitrato. La Croazia, ha sottolineato il primo ministro, non ha alcun motivo per rinunciare all'accordo di Bled, ovvero alla posizione secondo la quale il contenzioso confinario con la Slovenia va risolto dinanzi Corte di giustizia dell'Aja.

commissione mista croato-slovena per l'arbitrato sui confini
Passi avanti, ma sempre troppo pochi
Miha Pogačnik: sulle questioni aperte la parola passi alla politica

ŠMAJERSKE TOPLICE – Si è svolta ieri in Slovenia, nella località di Šmajerske Toplice, la riunione della Commissione mista croato-slovena preposta a preparare il procedimento d’arbitrato riguardante la soluzione del contenzioso confinario tra i due Paesi. Al termine dell'incontro i due copresidenti, Davorin Rudolf e Miha Pogačnik, hanno rilevato che l’organismo ha portato a termine una gran mole di lavoro, aggiungendo però che, per il momento, nessuno è in grado di affermare se la Commissione continuerà a operare o meno.
Nel corso di una conferenza stampa organizzata al termine della riunione (svoltasi come sempre a porte chiuse) Miha Pogačnik, nel ribadire che è stato fatto molto, ha osservato che “restano aperte alcune questioni sulle quali non si riesce a trovare un accordo e per le quali è necessario consultare i massimi livelli politici, ossia i governi”. Per questa ragione, ha affermato che informerà l’Esecutivo sloveno sul lavoro della Commissione e che dipenderà dal governo se la stessa riceverà il mandato per proseguire i lavori.
Quale principale ostacolo per raggiungere un accordo sull’arbitrato, Pogačnik ha rilevato “il diritto materiale che verrebbe usato al cospetto del foro giuridico prescelto”. Ha spiegato che si tratta del cosiddetto principio di equità (ex aeqo et bono), di grande importanza per la parte slovena in caso d’arbitrato. Il secondo ostacolo, a suo dire, è il mancato accordo tra la due parti su quali settori del confine marittimo e terrestre presentare quale oggetto del contenzioso. In questo contesto, ha precisato che le due parti non sono in sintonia sul fatto se l’istituzione giudiziaria internazionale dovrebbe esprimersi solamente sulle acque territoriali o anche sulla delimitazione della piattaforma continentale e delle zone economiche.
A differenza di Pogačnik, Davorin Rudolf, è dell’opinione che la Commissione si è avvicinata ulteriormente alla possibilità di raggiungere un accordo per trasmettere la questione all’arbitrato. Pertanto Rudolf ha consigliato al collega di convincere il suo governo che la Commissione deve continuare il proprio lavoro. Ha ricordato che la medesima è stata così composta in armonia a un accordo tra il premier croato Ivo Sanader e l’allora primo ministro sloveno Janez Janša nell’agosto del 2007.
Rudolf ha ribadito che la presa di posizione di Zagabria è quella che a fare da arbitro sia la Corte internazionale di giustizia dell’Aja, visto che “ai piccoli Paesi conviene che vengano applicate le norme del diritto internazionale”. In merito all’iniziativa presentata nei giorni scorsi dalla Commissione europea, Davorin Rudolf ha detto che avrebbe voluto che il commissario per l’Ampliamento Olli Rehn l'avesse presentata dopo la riunione della Commissione per l’arbitrato. “Se avesse agito in questo modo, anche la nostra riunione di oggi (ieri per chi legge nda) sarebbe stata diversa”, è stato categorico.

Davor Vidas ai politici croati e sloveni
Confini, la soluzione si fondi
«sul diritto internazionale»

ZAGABRIA – Davor Vidas, autorevole esperto internazionale di diritto del mare, ha inviato una lettera aperta, denominata “Responsabilità per i confini”, ai politici di Croazia e Slovenia. Richiamandosi al loro alto livello di responsabilità Davor Vidas ha esortato i politici a impegnarsi per giungere a soluzioni permanenti e stabili riguardo il contenzioso confinario. L'esperto ha affermato “che comportandosi in questo modo Lubiana non dimostrerà sicuramente la sua ‘europeicità’, mentre Zagabria non assicurerà le condizioni per diventare membro dell’UE cedendo a richieste e blocchi illegali e illegittimi dal punto di vista politico”. A suo avviso, se i due Paesi dovessero “accordarsi” sul confine in un modo che non ha nulla a che vedere con i criteri del diritto internazionale, obiettivi e uguali per tutti, le conseguenze per ambedue i Paesi sarebbe a lunga scadenza e, con tutta probabilità, imprevedibili. Secondo Davor Vidas è fondamentale che il contenzioso confinario venga risolto in linea con il diritto internazionale.

question time al sabor, sanader nega che vi sarà una manovra
«Paghe e pensioni non si toccano»
Ingiustificati i timori di un aumento marcato dei tassi d'interesse sui mutui

ZAGABRIA – Il premier Ivo Sanader, nel corso dello spazio dedicato alle interrogazioni all’avvio della sessione del Sabor, ha respinto le richieste di varo di una tempestiva manovra finanziaria, precisando che tali richieste vanno nella direzione di una riduzione della massa per le paghe e le pensioni il che, in questo momento, “è ingiustificato”.
“Nel bilancio 2009 abbiamo garantito le paghe e le quiescenze e ciò non si tocca”, è stato categorico, aggiungendo che coloro i quali vogliono una manovra finanziaria chiedono in realtà la riduzione delle spese per le paghe. “Una tesi del genere, per il momento, non è né giustificata, né difendibile. Se sarà così anche in futuro, resta da vedere”, ha osservato prevedendo, comunque, che una manovra finanziaria sarà fatta prima del periodo abituale. Con questa presa di posizione, il primo ministro ha risposto all’interrogazione di Željka Antunović (SDP), la quale aveva chiesto quali misure stesse preparando il governo per salvaguardare i posti di lavoro e il tenore di vita dei cittadini. Richiamandosi ad alcuni sondaggi, Željka Antunović ha detto che un terzo dei cittadini riesce a malapena a coprire le spese mentre un quarto risparmia anche sul mangiare. La parlamentare dell'SDP ha rilevato che lo scorso anno è stato registrato il 12,6 per cento in meno di occupati rispetto al 2007 e che l’Istituto per il collocamento al lavoro ha segnalato ulteriori 15mila disoccupati ai quali andranno ad aggiungersi altri 12mila entro la fine dell’anno in corso.

Formaggio, pane e mele...

Esprimendo il proprio malcontento per la risposta ottenuta dal premier, Željka Antunović ha estratto dalla borsa un pezzo di formaggio, un filone di pane e un chilogrammo di mele affermando che questo è quanto possono ottenere i cittadini in cambio dei propri soldi.
Il ministro della Finanze Ivan Šuker, ha contestato l’affermazione di Ingrid Antičević-Marinović (SDP), secondo la quale i cittadini hanno paura dell’aumento degli interessi sui crediti. La parlamentare dell'SDP, infatti, ha sostenuto che le istituzioni bancarie intendono alzare gli interessi fino al 13 per cento, chiedendo al ministro “se pure lui, come il premier, telefonerà alle banche, oppure resterà muto a guardare come ai cittadini vengono sequestrati i beni”. “Mi fa piacere che lei abbia scoperto qualcosa che non sappiamo né io, né il governatore della Banca nazionale e nemmeno i presidenti delle Direzioni delle maggiori banche”, ha ribattuto Šuker, affermando di non sapere da dove i deputati abbiano informazioni stando alle quali i tassi d’interesse dovrebbero aumentare in maniera così elevata.

Nemmeno Diocleziano aveva tanta costa

Damir Kajin (DDI), ha ancora una volta chiesto quando il governo intenda presentare la legge sui terreni turistici per “evitare che i giudici corrotti registrino gli stessi a favore dei tycoon”. “Nemmeno Diocleziano aveva tanta costa quanta è oggi in mano a singoli faccendieri istriani e croati”, ha detto. Sanader gli ha risposto che la proposta di legge è pronta ma che non è stata inviata in procedura parlamentare viste alcune osservazioni mosse dalla Commissione europea. In questo contesto, ha annunciato che se non dovesse venire raggiunto un accordo con la Commissione stessa, nelle prossime due settimane, la proposta verrà inviata in procedura come sta e giace e potrà essere esaminata nel corso della riunione del Sabor in corso.

Crisi del gas, il governo non era impreparato

“Il governo non ha affrontato impreparato la crisi del gas”, ha detto il vicepremier Damir Polančec rispondendo a Zlatko Kovačević (HNS), il quale gli ha chiesto se intenda rassegnare le dimissioni per i danni di oltre due miliardi di kune subiti dall’economia. “Intende assumersi il ruolo di seppellitore dell’economia nazionale o preferisce dimettersi?”, gli ha chiesto. “Né l’uno, né l’altro”, ha ribattuto Polančec, rilevando che “l’attuale situazione è stata causata da qualcosa che esula dalle competenze del governo”. Ha ricordato che il 60 per cento dell’interscambio commerciale del Paese riguarda l’Unione europea interessata dalla recessione. “Se quest’anno registreremo un aumento del prodotto interno lordo, e credo sarà così, allora sarà un successo”, ha puntualizzato Polančec.
Rispondendo a Vladimir Ivković, il quale ha voluto sapere che cosa stesse facendo il governo per evitare una crisi energetica, il vicepremier ha evidenziato che entro il 2010 dovrebbe essere operativa una nuova direttrice di rifornimento del gas, che continuerà la costruzione del gasdotto Bosiljevo-Spalato con collegamento a quello adriatico-ionico. Inoltre si sta scegliendo l’area dove sorgerà il terminal GNL e sono giunti alle battute finali i contatti con la MOL e l’INA circa l’acquisto di un magazzino sotterraneo di gas da parte della Plinacro. “Tutto quanto, per potere essere padroni del proprio futuro”, ha concluso Damir Polančec.

Divieto di shopping: prematuro dare giudizi

Ventotto giorni dall'entrata in vigore della legge sul commercio, ovvero delle norme che proibiscono il lavoro domenicale ai negozi, sono troppo pochi per poter per poter parlare ancora di effetti delle stesse, siano questi negativi o positivi. Questa, almeno, l'opinione di Damir Polančec che ha risposto a un'interrogazione in merito da parte di Dragica Zgrabec (SDP). Il vicepremier ha respinto le tesi della parlamentare secondo le quali la legge non tutela i dipendenti nel commercio, invitandola a contattarli - specialmente le donne - per sentire la loro opinione.

Impiegati statali, la legge in seconda lettura

Da segnalare, infine, che il premier Ivo Sanader ha accolto la richiesta della Commissione parlamentare per i diritti dell’uomo e delle minoranze nazionali, presieduta da Furio Radin, e di alcuni altri organismi del Sabor di togliere la dicitura “con procedura d’urgenza” dalla proposta di Legge sugli impiegati statali. La bozza di legge, pertanto, verrà discussa in due letture.

Silvano Silvani

domani la riunione dei direttori didattici delle istituzioni prescolari
Asili CNI, aggiornamento e continuità

FIUME – Avrà luogo domani, venerdì 30 gennaio, la riunione dei direttori didattici delle istituzioni prescolari della Comunità Nazionale Italiana convocata dalla titolare del Settore Informazione ed Editoria della Giunta esecutiva dell’UI, Norma Zani. Nel corso dei lavori che si svolgeranno nella sede dell’Istituto prescolare Rin Tin Tin di Pola, con inizio alle ore 12, saranno trattati diversi temi inerenti alle problematiche della formazione prescolare. All’ordine del giorno proposto per la riunione figurano, infatti, la discussione della collaborazione con l’Ente Regionale Teatrale del Friuli Venezia Giulia nell’ambito del progetto Teatro&Scuola (analisi dei risultati conseguiti nell’ambito del primo ciclo, programmazione del secondo ciclo d’attività); l’analisi dei risultati conseguiti nell’ambito della prima edizione dell’iniziativa “Appuntamento con la fantasia”. Accordato di seguito l’avvio della programmazione operativa e pedagogico didattica della seconda edizione dell’iniziativa che si propone di stimolare l’espressione scenica e, tramite essa, lo sviluppo delle competenze linguistiche si discuterà anche in merito all’avvio della programmazione operativa e pedagogico didattica dell’iniziativa denominata “ Girotondo dell'amicizia”.
A seguire, l’attenzione si sposterà su altri due temi di fondamentale importanza per il mondo scuola della CNI: l’aggiornamento linguistico-culturale per le educatrici e la continuità educativo-istruttiva relativa alla piramide scolastica CNI. Per quanto concerne la formazione l’obiettivo sarà quello di definire le priorità e i criteri di partecipazione alle forme di aggiornamento, mentre in tema di “continuità” nell’illustrare i risultati delle iscrizioni alle istituzioni prescolari saranno avanzate alcune proposte progettuali di intervento a favore del proseguimento del percorso scolastico nell’ambito dell’Universo scuola della CNI.

dopo le dichiarazioni ritenute offensive sugli ebrei
La Nova TV dà il benservito alla scrittrice Vedrana Rudan

ZAGABRIA – La Nova TV ha presentato ieri le proprie scuse alla Comunità ebraica e a tutti i cittadini che si sono sentiti offesi dalle dichiarazioni di Vedrana Rudan, ospite della trasmissione “IN Magazin”. L'emittente ha sottolineato che la scrittrice ha espresso la propria opinione personale e, in nessun caso, quella della Nova TV. “Nelle sue dichiarazioni sul popolo ebraico, Vedrana Rudan ha usato un linguaggio che non è assolutamente in linea con il codice etico e morale dei giornalisti”, si legge nel comunicato emesso dall'emittente.
“La Nova TV condanna con vigore ogni intolleranza religiosa, nazionale o di altra natura e le espressioni d'odio non trovano spazio nei programmi messi in onda. Ribadiamo che offese come queste sono inaccettabili per la Nova TV, che peraltro esprime il proprio profondo rincrescimento per l'accaduto. Proprio a causa di ciò che è avvenuto durante la trasmissione in questione, è stato deciso di annullare gli interventi di Vedrana Rudan nell'ambito di 'IN Magazin'”. Sospeso pure il conduttore della trasmissione, Daniel Delale.
La scrittrice e giornalista Vedrana Rudan ha inviato un comunicato alla HINA, in cui ha fatto riferimento anche all'interruzione della collaborazione con l'emittente: “Io, Vedrana Rudan, ho perpetrato un terribile crimine. In una trasmissione TV ho reso noti i nomi e cognomi dei bambini uccisi a Gaza. Per questa ragione sono stata licenziata. Ho paura. Prego le persone che mi hanno licenziata di essere misericordiose. Non uccidete i miei figli, non distruggetemi la casa con un missile. Con gratitudine, Vedrana Rudan”.
La donna durante la trasmissione TV ha paragonato la situazione a Gaza all'Olocausto, invitando il pubblico a meditare su alcune conclusioni cui sarebbe giunta Anna Frank, tra cui “quando gli ebrei smetteranno di essere ebrei e diventeranno esseri umani?”. Il suo commento è stato subito contestato da Aleksandar Tolnauer, presidente del Consiglio nazionale delle minoranze nazionali, dalla Comunità ebraica di Zagabria e dalla Comunità ebraica Bet Israel in Croazia.