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zagabria e lubiana devono ora rispondere all'ultima proposta di rehn
L'UE ai contendenti: «Prendere o lasciare»
L'iniziativa europea contiene elementi di «ambiguità costruttiva»

BRUXELLES – Prendere o lasciare. L'ultima proposta che il commissario all'Allargamento, Olli Rehn, ha illustrato ai ministri degli Esteri di Croazia e Slovenia, Gordan Jandroković e Samuel Žbogar, mercoledì a Bruxelles, non dovrebbe subire più modifiche di rilievo. Le controparti, nell'insieme, possono soltanto accettarla o rigettarla.
Stando a fonti ufficiose di Bruxelles, la linea confinaria marittima e quella sulla terraferma verrebbe tracciata da una corte d'arbitrato di cinque membri in linea con il diritto internazionale. Un componente a testa della commissione verrebbe nominato dalla Croazia e dalla Slovenia, mentre i rimanenti tre membri verrebbero designati congiuntamente dai due Paesi. Nel caso le due parti non riuscissero a trovare un accordo sui nominativi, i tre componenti verrebbero designati dal presidente della Corte internazionale di giustizia.
Sempre stando alle fonti diplomatiche europee, la proposta di Olli Rehn contiene anche elementi di "ambiguità costruttiva". Si prevede così che il regime "di fruizione delle superfici marittime e il contatto della Slovenia con il mare aperto verrebbero risolti in linea con il diritto internazionale, con il principio ex aequo et bono e nello spirito dei rapporti di buon vicinato". Le due parti dovrebbero concordare il significato da dare al concetto di "regime di fruizione delle superfici marittime e di contatto della Slovenia con il mare aperto": nel caso non riuscissero a trovare un linguaggio comune a decidere sarebbe la corte d'arbitrato.
La proposta prevede che i negoziati di adesione croati vengano sbloccati non appena i Parlamenti dei due Paesi avranno ratificato l'accordo sull'affidamento del compito di dirimere la controversia alla corte d'arbitrato. L'obbligo di procedere a una ratifica in tempi rapidi verrebbe assunto dalle due parti già al momento della firma dell'accordo.
La proposta di Rehn, stando a fonti diplomatiche, si avvicina moltissimo alle posizioni croate: alla sua stesura avrebbe contribuito in particolare la Francia.
Il ministero degli Esteri sloveno ha già reso noto che dell'iniziativa di Rehn discuteranno il governo e la Camera di Stato. La risposta definitiva le due parti dovrebbero darla all'inizio di maggio.
Il capo della diplomazia croata, Gordan Jandroković, ha dichiarato che la proposta di Olli Rehn che "gode del sostegno della troika europea, rappresenta una buona base per ricercare soluzioni accettabili". Tale proposta, ha aggiunto Gordan Jandroković, "fa proprie in buona misura le ben note posizioni di Zagabria, ossia la separazione del processo negoziale dalle questioni aperte, lo sblocco delle trattative di adesione con l'Unione europea e la soluzione del contenzioso in linea con il diritto internazionale, dinanzi a un organismo giudiziario internazionale". Esistono ancora alcuni elementi sui quali andranno effettuate consultazioni politiche in Croazia, ha dichiarato pure il ministro degli Esteri, dicendosi comunque convinto che Zagabria renderà nota ben presto la sua posizione definitiva.

Rinviato l'incontro Pahor-Sanader

Il premier sloveno, Borut Pahor, ha disdetto l'incontro con l'omologo croato, Ivo Sanader, che avrebbe dovuto svolgersi martedì prossimo nel castello di Trakošćan, "per inderogabili impegni all'estero". I due premier si sono però sentiti telefonicamente e hanno concordato che il vertice si tenga agli inizi di maggio.
"Riteniamo che non sia un bene che in questo momento non si arrivi alla riunione. La Slovenia però ha deciso così e questo è un suo diritto legittimo. Per incontrarci bisogna essere in due", ha asserito Ivo Sanader. Il prosieguo del blocco dei negoziati di adesione croati, ha sottolineato pure il premier, sarebbe un fatto assolutamente inaccettabile ed antieuropeo. Sanader ha detto di aver discusso con il presidente Stjepan Mesić della decisione slovena di rinviare il vertice e ha annunciato che nei prossimi giorni convocherà i leader dei partiti rappresentati al Sabor per informarli dei contenuti dell'ultima proposta di Rehn. La proposta europea, ha sentenziato Ivo Sanader, va nella direzione giusta. Zagabria, comunque, la esaminerà ancora. Il premier ha salutato, pure, l'inclusione della troika europea negli sforzi per risolvere il contenzioso. Ha rilevato che il governo farà tutto il possibile per sbloccare i negoziati e ha invitato i ministri a sbrigare per tempo tutti i compiti relativi all'adeguamento della legislazione nazionale e all'ottemperamento dei criteri richiesti per fare il modo che la Croazia arrivi ben preparata alla conferenza intergovernativa di adesione, che dovrebbe svolgersi a giugno nel caso dovesse venire meno il blocco delle trattative. Sanader ha annunciato che Zagabria chiederà una sollecita apertura del capitolo 23 sulla giustizia, in quanto, ha aggiunto, la Croazia ha fatto tutto quanto richiesto. In questo ambito si è richiamato all'ultimo rapporto del procuratore capo dell'Aja, Serge Brammertz, che è stato positivo per la Croazia.
"L'Europa non può e non deve attendere e nemmeno può permettersi un simile lusso, giacché la Croazia è il Paese che ha compiuto i maggiori progressi nel campo delle integrazioni continentali", ha ribadito il premier, il quale ha rammentato ancora una volta che la Slovenia è entrata in Europa con la stessa questione confinaria irrisolta, per cui "non dovrebbero esserci due pesi e due misure".

«Un grande successo della diplomazia croata»

Fonti governative di Zagabria hanno, intanto, definito l'ultima proposta di Olli Rehn un grande successo della diplomazia croata, in quanto nell'iniziativa non si menzionano né la mediazione, né la definizione politica dei confini, né il principio di equità, mentre la soluzione del contenzioso frontaliero in mare e sulla terraferma viene ricercata in base al diritto internazionale.
Non è però ancora chiaro, secondo le fonti governative di Zagabria, che cosa si intenda con la formulazione relativa al "regime di fruizione delle superfici marittime e di contatto della Slovenia con il mare aperto". Va chiarito, pertanto, secondo le stesse fonti, cosa significhi il concetto di contatto con il mare aperto. Zagabria, affermano i diplomatici croati, considera inaccettabile ogni contatto territoriale della Slovenia con il mare aperto, in quanto si sostiene che sarebbe contrario al diritto internazionale". Le fonti governative di Banski dvori sono convinte che la Slovenia sia delusa dell'ultima proposta di Bruxelles, in quanto si attendeva che sarebbe passata la precedente iniziativa relativa alla mediazione. A Zagabria si è comunque dell'opinione che la nuova proposta passerà a Lubiana il filtro delle consuete consultazioni.

Rinviata la conferenza intergovernativa di adesione

La Presidenza dell'Unione europea ha deciso di rinviare la conferenza intergovernativa per l'adesione della Croazia in programma per oggi, venerdì 24 aprile, "a causa della situazione di stallo nei negoziati di adesione derivanti dalla mancata soluzione della controversia di confine con la Slovenia". Una nota spiega che "la fissazione di una nuova data è soggetta a sviluppi positivi". "La mancanza di progressi nei negoziati sui capitoli che sono pronti per essere aperti e chiusi non riflette gli effettivi progressi compiuti sul campo da parte della Croazia", aggiunge la nota. La troika presidenziale (Repubblica Ceca, Francia e Svezia) e il commissario all'Allargamento Olli Rehn si sono incontrati con i loro omologhi sloveno e croato mercoledì, 22 aprile, ricorda la nota ceca. "Il Trio ha espresso il suo pieno sostegno per gli sforzi in corso da parte del Commissario per trovare uno sbocco alla situazione e una forte convinzione che un accordo che consenta di procedere con i negoziati sia ora a portata di mano".

I dubbi di Davor Vidas

Il Capo dello Stato, Stjepan Mesić, ha ricevuto ieri a Zagabria il noto esperto di diritto internazionale, Davor Vidas. Dopo l'incontro Vidas ha dichiarato che l'ultima proposta di Rehn è un passo avanti, ma necessita di essere rielaborata a fondo. All'esperto risulta particolarmente problematico il concetto di contatto della Slovenia con il mare aperto.

Dario Saftich