La voce del popolo - Primo piano La voce del popolo - Archivio
La voce del popolo - Politica

echi dell'incontro lussemburghese sul contenzioso confinario
Oggi nuovo incontro della «trilaterale»

ZAGABRIA – È previsto per oggi un nuovo incontro tra il commissario europeo all’Allargamento, Olli Rehn, e i ministri degli Esteri della Croazia e della Slovenia, rispettivamente Gordan Jandroković e Samuel Žbogar. Per il momento, non è stato precisato quando si svolgerà la riunione, ma con tutta probabilità i colloqui avranno luogo nel tardo pomeriggio o in serata. Va ricordato che Rehn, ieri l’altro, ha detto in Lussemburgo che, ora, “esistono tutti gli elementi per risolvere il contenzioso confinario tra i due Paesi”.

Il rammarico di Stjepan Mesić

Intanto, il presidente croato Stjepan Mesić, ha espresso rammarico per il fatto che non è stato trovato un rimedio alla diatriba tra la Croazia e la Slovenia. Chiesto di commentare l’ennesimo tentativo fallito di risolvere il contenzioso confinario, e di ovviare al blocco dei negoziati con l’Unione europea, ha ricordato che “Zagabria ha accettato la proposta del commissario all’Allargamento, Olli Rehn, con la speranza che anche la vicina ed amica Slovenia presenterà richieste reali. Eravamo idealisti”, ha detto Mesić, aggiungendo che “evidentemente, come dicono i francesi, l’appetito vien mangiando, e qualcuno crede che la Croazia sia vulnerabile perché sta negoziando. La Croazia – è stato categorico –, non è vulnerabile e adempie a tutti gli obblighi e accoglie tutti gli standard accettando dunque tutte le condizioni per cui attende il prosieguo dei negoziati. Comunque, se dovesse verificarsi qualche battuta d’arresto – ha concluso –, siamo pronti ad attendere”.

Pahor soddisfatto, i media scettici

A differenza del premier Borut Pahor, che ha detto di essere in linea di massima soddisfatto con la “nuova” proposta interna di Olli Rehn, in conformità alla quale, a suo avviso, “verrebbero accettate alcune proposte slovene”, i media, nell’analizzare la riunione di lunedì, non nascondono una dose di scetticismo. Principalmente, per il fatto che “i due ministri degli Esteri, non sono più vicini alla soluzione del contenzioso confinario”. D’altra parte, non vedono nemmeno una prossima possibilità per sbloccare i negoziati. La Televisione slovena rileva che in Lussemburgo “non si è verificato alcun avvicinamento”, mentre la corrispondente del “Veer” da Bruxelles osserva che “i tentativi di giungere a uno sblocco arrivano nel momento in cui l’allargamento non è più la priorità dell’UE”. Così, “a prescindere dal blocco, la Croazia dovrà dimostrare di essere effettivamente pronta per entrare nell’Europa comunitaria alla luce, tra l’altro, delle critiche mosse da alcuni Paesi circa la sua collaborazione con il Tribunale dell’Aja, vista la mancata consegna dei diari dell’artiglieria”. L’emittente televisiva commerciale, richiamandosi a proprie fonti, rileva che la “proposta modificata” di Rehn non tiene conto degli emendamenti fondamentali presentati da Lubiana, ossia “il principio di equità e il contatto con il mare aperto”.
Da parte sua, il ministro degli Esteri sloveno, Samuel Žbogar, ha rilevato che rispetto alla bozza precedente l’attuale proposta “è un passo avanti nella direzione giusta”. “Ovviamente – ha aggiunto –, in Slovenia dovremo svolgere ulteriori consultazioni politiche e giuridiche”. Ha ammesso, comunque, che neanche in questo nuovo documento si parla tassativamente del “principio di equità”. Žbogar ha respinto le tesi dei media circa il mancato “contatto territoriale” con il mare aperto affermando che “l’attuale formulazione è accettabile”. “Credo che ci stiamo avvicinando all’ultimo atto, anche se la più recente proposta di Rehn non deve necessariamente – ha detto –, essere l’ultima”. In merito alle aspettative sulla reazione della Croazia, il capo della diplomazia slovena ha affermato che “ogni accordo necessita dell’approvazione di ambedue le parti” e che “la Slovenia insiste sul contatto con il mare aperto”. Secondo Žbogar, inoltre, se anche questa iniziativa di Rehn dovesse fallire, si arriverebbe a una pausa nella soluzione del contenzioso confinario e le cose “tornerebbero all’inizio” visto che “la Croazia dovrebbe nuovamente trovare un rimedio per ritirare la contestata documentazione che pregiudica i confini”.

Vidas: rispettare il diritto internazionale

Davor Vidas, esperto in diritto marittimo, ha detto ieri che a prescindere dal fatto di non essere a conoscenza su tutti i dettagli contenuti nell’ultima proposta di Rehn, ritiene che sarebbe accettabile solamente quella parte che porterà a una soluzione del problema dei confini tra i Stati, basata esclusivamente sul diritto internazionale. In questo contesto, ha detto di dare appoggio al presidente Mesić il quale si è espresso nei medesimi termini. Secondo Vidas, potremmo veramente essere giunti “al momento della verità”, ma principalmente per l’Unione europea e per l’applicazione del principio dello stato di diritto sotto tutti i punti di vista.

Jandroković con il segretario del Vaticano

Intanto, il capo della diplomazia croata, Gordan Jandroković, si è incontrato ieri a Roma con il segretario della Santa Sede per i rapporti con gli Stati, arcivescovo Dominique Mamberti. Questi, stando a un dispaccio del MAE croato, ha dato pieno appoggio alla Croazia per una sua quanto più prossima entrata nell’Unione europea. (ss)

Bianca Matković ai diplomatici stranieri
«Croazia e Slovenia ferme
sulle rispettive posizioni»

ZAGABRIA – Il segretario di Stato presso il ministero degli Esteri e delle Integrazioni europee, Bianca Matković, ha dichiarato che Slovenia e Croazia sono rimaste ferme sulle rispettive posizioni al recente incontro a Lussemburgo fra capi delle diplomazie Samuel Žbogar e Gordan Jandroković e il commissario all'Allargamento, Olli Rehn. Nel corso della riunione con i rappresentanti diplomatici accreditati a Zagabria, Bianca Matković ha espresso l’auspicio che si possa giungere entro la fine della settimana a una soluzione della controversia che porti allo sblocco dei negoziati di adesione croati con l’Unione europea. In questo ambito il segretario di Stato ha lanciato un appello ai colleghi sloveni invitandoli a permettere alla Croazia di entrare in Europa alle stesse condizioni alle quali hanno fatto il loro ingresso tutti gli Stati membri.
L’incontro con i rappresentanti del corpo diplomatico è stato dedicato anche all’esame delle misure antirecessione proposte dal governo, e del piano d'azione teso a promuovere l’industria alberghiera. Il ministro del Turismo, Damir Bajs, intervenuto alla riunione, ha sottolineato che il 2009 sarà l’anno più duro per l’industria delle vacanze croata e mondiale. In questo ambito ha evidenziato che nei primi sei mesi dell’anno il numero dei villeggianti stranieri in Croazia ha subito una riduzione dell’uno per cento rispetto allo stesso periodo del 2008. Anche a fine anno, ha pronosticato Damir Bajs, la Croazia dovrebbe segnare un indice negativo rispetto alle passate stagioni, però meno dei Paesi concorrenti in campo turistico.
I diplomatici stranieri presenti all’incontro, circa una sessantina, sono stati informati anche sui preparativi per il quarto “Croatia Summit 2009”, ovvero per il vertice degli alti rappresentanti dei Paesi europei e nordamericani che si svolgerà il 9 e 10 luglio a Ragusa (Dubrovnik).