
Ivan Krapić è il centroboa del presente e del futuro del Primorje
Il ragazzo d'oro di Costabella
FIUME – È cresciuto ammirando a Costabella Igor Hinić e poi, a 16 anni, è stato inserito dal tecnico Zoran Roje nella rosa titolare del Primorje di pallanuoto, che doveva uscire da una situazione estremamente complessa dopo l’esodo in massa a pochi mesi dalla conquista del terzo posto in Eurolega. La squadra fiumana, tra tanti problemi per far quadrare i bilanci, è tornata nelle posizioni alte della classifica. E pure Ivan Krapić, 20 anni, appena tornato a casa da Chania, sull’isola di Creta, con la medaglia d’oro agli Europei Under 20, sta crescendo a vista d'occhio. È il centroboa del presente e del futuro del Primorje e, chissà, della nazionale maggiore. Come capitano della nazionale giovanile si è preso una bella soddisfazione in Grecia, confermando il buon momento della pallanuoto croata, terza ai Mondiali seniores a Roma e medaglia d’oro agli iridati Under 18.
“Stento ancora a crederci – confessa il giocatore fiumano – che siamo la seconda generazione, dopo quella del 1982, a conquistare un oro europeo. Dobbiamo aspettare qualche giorno per capire cosa siamo stati capaci di fare”.
Dopo le vittorie sofferte contro l’Ungheria e la Serbia è arrivata la finale contro il Montenegro, dove la pallanuoto è diventata lo sport nazionale. La vittoria della Croazia, come dice il risultato finale 10-4, è stata strameritata e, forse, più facile del previsto. “Lo scorso anno i montenegrini ci hanno battuti nei quarti dopo i supplementari – racconta Krapić – e abbiamo deciso di prenderci la rivincita in Grecia. La partita è stata tesa e equilibrata fino alla fine del secondo periodo, chiuso sul 3-3. Da quel momento abbiamo preso in mani le redini del gioco e abbiamo letteralmente spazzato via gli avversari. Non potevano reggere il nostro ritmo. Noi abbiamo una panchina lunga che ci ha consentito di fare molti cambi. Abbiamo imposto un ritmo per loro insostenibile“.
Il selezionatore della nazionale maggiore, Ratko Rudić, lo ha già convocato in passato e approdare tra i "grandi" in modo permanente è un sogno per il centroboa del Primorje. “Ero con la nazionale nella World League e poi in preparazione per il match con la Russia, come pure sulle Canarie assieme a una selezione ringiovanita. Vorrei proprio entrare a far parte di una lista, anche allargata, per quanto riguarda la nazionale maggiore. Mi piacerebbe partecipare a tutte le preparazioni, stare assieme a tanti grandi giocatori. Per me c’è ancora tempo, ma vorrei comunque esserci vicino”.
La nazionale Under 20 è composta da giocatori provenienti da molti club e non ha un nucleo di elementi che giocano assieme nel corso della stagione. “Siamo arrivati da tutte le parti. In squadra c’è Sandro Sukno, che a 19 anni è sicuramente uno dei migliori al mondo sul lato sinistro. I montenegrini lo hanno chiuso bene in finale per cui non ha segnato nemmeno un gol. In compenso, ha lasciato tanto spazio agli altri. In fondo abbiamo vinto in maniera devastante. La squadra non dipende soltanto da lui e nell’arco di pochi anni capirete quant’è valida questa generazione. C’è poi il grande merito del selezionatore Ivan Asić, che si è preso una rivincita personale nei confronti di quanti lo hanno sottovalutato. Per me è un piacere averlo aiutato in questa rivincita assieme ai suoi collaboratori Pavo Pulić e Igor Pezelj, come me, giunto dal Primorje. Asić è riuscito a metterci insieme, a farci funzionare come un gruppo, a farci riposare quando era necessario e a darci la carica per vincere. Posso dire che è uno dei migliori allenatori con cui ho lavorato”.
Sabato inizia la seconda edizione della Lega adriatica, considerata come il campionato più forte d’Europa, che da quest’anno parte con un’altra squadra montenegrina, il Cattaro, che si va ad aggiungere a Pomorac, Jadran Herceg Novi e Primorac. Sabato il Primorje Erste banka esordisce a Zagabria con la Mladost. “Penso che quest’anno ci siano i presupposti per fare un passo avanti – dice Krapić – il che significa arrivare dal quarto al terzo posto della graduatoria croata e di andare oltre i quarti in Coppa LEN. Inoltre, sono sicuro che qui a Fiume non sarà una passeggiata per nessuna delle avversarie in questa stagione. Abbiamo un buon organico e il nuovo presidente Predrag Sloboda. Certe cose si sono sistemate nel club, che rispetto alla passata stagione si è rinforzato con tre giocatori di grande esperienza. Sabato ci attende il primo test che ci farà capire quale sarà il nostro ruolo e quale sarà la forza della Mladost dopo i numerosi cambiamenti. Penso che per gli zagabresi sarà difficile soprattutto colmare il vuoto lasciato dopo la partenza di Burić. Oggi siamo una squadra che non deve avere timori reverenziali a prescindere dall'avversario, compresi i primi della classe. La Lega adriatica è davvero interessante e per noi giocatori giovani è un modo per migliorarci affrontando diversi giocatori che sono tra i migliori del mondo”.
Lucio Vidotto
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