
Non si placano le polemiche dopo la sospensione della seduta
Fiume, Assemblea regionale al veleno
FIUME – Niente lasciava presagire che l’ultima sessione dell’Assemblea della Regione litoraneo-montana avrebbe sollevato tante polemiche. Interrotta per mancanza di quorum, la seduta è stata aggiornata a domani, martedì, ma nel frattempo tutte le formazioni politiche hanno voluto dire la propria sulle cause della sospensione e, naturalmente, esprimere il proprio parere sugli schieramenti politici opposti. “L’ho già detto e lo ribadisco: non è stata l’opposizione ad abbandonare l’ultima riunione dell’Assemblea della Regione litoraneo-montana, per cui non possiamo venir accusati di essere la causa dell’interruzione per mancanza di quorum”.
Questa la categorica dichiarazione di Ines Strenja-Linić, capogruppo dei consiglieri del PGS, nel corso di una conferenza stampa straordinaria convocata ieri mattina. All’incontro era affiancata dai colleghi Nikša Vitković e Franjo Butorac, nonché dal segretario politico Nikola Ivaniš. Motivando l’inusuale orario per la conferenza (domenica mattina), ha detto che i tempi stringono e che tanto si è reso necessario visto che l’Assemblea torna a riunirsi domani.
Soffermandosi sul tema della Scuole medie superiori, rispettivamente sulla proposta di trasferimento della scuola di arti applicate al Ginnasio di Sušak, ha rilevato che si tratta di una decisione affrettata e irragionevole. In questo contesto, ha invitato i presidi delle medesime a non rassegnare assolutamente le dimissioni, come proposto dal consigliere dell’SDP, Erik Fabijanić, se gli stessi non dovessero accettare la decisione in questione. Né Ines Strenja-Linić, né Nikša Vitković hanno risparmiato critiche all’indirizzo dello stesso Fabijanić, definito “un pericolo per la democrazia in questa Regione” e del presidente dell’Assemblea, Marinko Dumanić, il quale “interpreta la democrazia a modo suo e non rispetta l’istituzione di consigliere”.
“Il materiale riguardante le Scuole medie superiori ci è stato recapitato sui banchi all’ultimo momento. Non abbiamo avuto il tempo di analizzarlo a fondo, né di presentare le nostre proposte. Non dovremmo assolutamente permetterci di essere testimoni di malcontenti in due istituzioni e di trasformare gli studenti in nomadi...”, ha detto Ines Strenja-Linić. Franjo Butorac, è stato il più acceso nel criticare il comportamento di Fabijanić. “È inconcepibile che Erik Fabijanić affermi ‘noi abbiamo preso questa decisione e deve venir rispettata. Se i presidi non l’accettano, rassegnino le dimissioni’. Chi sono questi ‘noi’? Con prese di posizione del genere, la democrazia va a farsi friggere”, è stato categorico, definendo Fabijanić “compagno Koba”.
Più o meno sullo stesso tono, per quanto riguarda l’argomento Scuole e le tesi di Fabijanić, anche un comunicato diramato dal gruppo dei consiglieri dell’Azione dei giovani e della Lista per Fiume, firmato dal presidente Mario Alempijević. Quello di Fabijanić viene definito “un atteggiamento da dittatore”, visto, tra l’altro, che i presidi delle due scuole hanno già in precedenza espresso la contrarietà alla proposta.
Nel medesimo comunicato, i vertici della Regione vengono chiamati in causa anche per quanto riguarda il rinvio della firma dell’accordo tra l’aeroporto di Veglia e la compagnia “Ryanair”.
Silvano Silvani
|