
FIUME Inizia domani in Croazia il censimento della popolazione 2011
Non abbiate timori nel dichiarare nazionalità e madrelingua italiane
ZAGABRIA – In Croazia tutto è pronto per il censimento della popolazione, delle abitazioni e degli alloggi che inizierà domani, 1.mo aprile, e si protrarrà fino al 28 aprile. A questo proposito l’Istituto statale di statistica ha reso noto che il rilevamento sarà realizzato in base alla situazione vigente alle ore 24 del 31 marzo e che i cittadini saranno tenuti a rispondere a 45 domande. Tra queste, alcune nuove rispetto al censimento di dieci anni fa. Uno dei quesiti che verranno posti ai cittadini riguarderà la loro appartenenza nazionale. In questo contesto l’Unione Italiana ha lanciato un appello ai connazionali affinché dichiarino la loro identità italiana. L’UI ha ricordato che diversi dei diritti che spettano alle etnie sul territorio, e quindi pure alla CNI, dipendono dal numero di cittadini che si dichiarano appartenenti a una singola minoranza.
Il tema del censimento è stato affrontato anche dal Consiglio della minoranza italiana della Città di Fiume. Alla riunione i connazionali sono stati invitati a dichiarare senza alcun timore sia la propria nazionalità che la madrelingua italiana, in quanto si tratta di un loro diritto. La consistenza numerica delle minoranze in Croazia si saprà a fine giugno, quando saranno noti i primi risultati del censimento.
Il rilevamento della popolazione in Croazia inizierà domani e si protrarrà fino al 28 aprile
Tutto pronto per il censimento
In campo 15mila rilevatori. I risultati preliminari saranno resi noti il 30 giugno prossimo
ZAGABRIA – In Croazia tutto è pronto per il censimento della popolazione, delle abitazioni e degli alloggi che inizierà domani, 1.mo aprile, e si protrarrà fino al 28 aprile. A questo proposito l’Istituto statale di statistica ha reso noto che il rilevamento sarà realizzato in base alla situazione vigente alle ore 24 del 31 marzo e che i cittadini saranno tenuti a rispondere a 45 domande. Tra queste, alcune nuove rispetto al censimento di dieci anni fa. Così, questa volta verrà chiesto il numero di identificazione personale (OIB) oppure il numero della carta d’identità, l’intenzione di essere presente o assente dal luogo dove si svolge il censimento, la conoscenza dell’informatica, nonché l’appartenenza a comunità familiari, extramatrimoniali o omosessuali. Le altre domande, come consuetudine, riguarderanno il sesso, il luogo e l’anno di nascita, la nazionalità, la fede religiosa, il grado d’istruzione, gli introiti, le condizioni abitative e la proprietà di immobili.
OBBLIGATORIO RISPONDERE ALLE DOMANDE Il censimento comprenderà i cittadini croati, gli stranieri e gli apolidi residenti sul territorio nazionale, a prescindere dal fatto se nel mese di aprile si troveranno in Croazia o all’estero. I cittadini sono obbligati a rispondere alle domande. In caso di rifiuto o di presentazione di dati inesatti o incompleti, si rischia una sanzione pecuniaria dalle 300 alle 800 kune. Non saranno prese in considerazione dal censimento le persone che hanno residenza nel Paese, ma che sono assenti da più di un anno. La stessa cosa riguarda coloro che risiedono in Croazia meno di un anno, nonché gli studenti che studiano all’estero. Il censimento non riguarderà nemmeno i dipendenti delle rappresentanze diplomatiche e consolari, né i membri delle organizzazioni internazionali e i loro familiari temporaneamente residenti.
SI PARTE ALLE ORE 8 Il censimento scatterà alle ore 8 di domani 1.mo aprile e verrà svolto da 15mila rilevatori e da duemila verificatori che hanno assolto un corso d’abilitazione e un particolare test. Ognuno di questi, per evitare eventuali malversazioni o abusi, avrà una delega a conferma dello status, che dovrà esibire, se richiesta dall’interessato. Inoltre, ogni rilevatore avrà una valigetta con il logo del censimento, sicché sarà facilmente riconoscibile ai cittadini. La documentazione tecnica, in base alla quale i rilevatori potranno identificare senza difficoltà l’estendersi delle vie e i numeri civici, è stata compilata dall’Ufficio statale di geodesia.
SCADENZA DECENNALE Il censimento si svolge dal 1961 ogni dieci anni e rappresenta la maggiore fonte per la raccolta di dati sulla popolazione, le famiglie e gli alloggi. L’Istat rileva che i dati individuali raccolti saranno segreti e che è escluso qualsiasi loro uso eccezion fatta per scopi statistici. In base all’ultimo censimento, quello del 2001, la Croazia aveva 4.437.460 abitanti: 2.135.900 uomini e 2.301.560 donne. Rispetto al 1991, il numero di abitanti è diminuito del 2,9 per cento. Nel contempo, è sceso il numero degli alloggi.
Le operazioni di quest’anno verranno a costare 174,9 milioni di kune, ossia 33 milioni in più rispetto a dieci anni fa. I risultati preliminari saranno resi noti il 30 giugno dell’anno in corso.
Il caso della zona protetta nell'Adriatico in un volume di diritto internazionale americano
La ZERP e il nodo della linea mediana
Davor Vidas: «Tutelati gli interessi pragmatici degli Stati membri dell'Unione europea»
BOULDER – Il volume “Diritto internazionale – questioni odierne e sviluppo futuro”, scritto da una trentina di autori e curato da Sanford Silverberg per l’editore Westview Press, è uno dei libri di testo di diritto internazionale a disposizione degli studenti statunitensi. Di 28 capitoli, tre concernono il diritto sul mare e il primo di essi è incentrato sugli sviluppi più recenti del diritto internazionale, cioè sulla Zona protetta ittico-ecologica (ZERP) proclamata dalla Croazia nel 2003 e da cui, nel 2008, sono stati esentati i Paesi dell’UE.
L’autore di questo capitolo è l’esperto di diritto marittimo internazionale Davor Vidas, professore all’Istituto “Fridtjof Nansen” di Oslo. Basandosi sui propri studi precedenti inerenti alla zona protetta croata, Vidas elabora in maniera ampia ed esaustiva la situazione che si è creata nell’Adriatico subito dopo l’entrata in vigore della ZERP e, in seguito, con la sua modifica nel 2008, quando il Sabor ha esentato gli Stati dell’UE dal rispetto della zona ittico-ecologia protetta. Analizzando le note diplomatiche italiane presentate all’ONU e le norme di legge italiane, Vidas ha concluso che “il problema fondamentale della ZERP è il tentativo dell’Italia di non applicare per la delimitazione marittima della zona protetta la linea mediana in Adriatico, con la quale è stata delimitata la piattaforma continentale, con l’accordo del 1968 tra Italia e Jugoslavia”. Nel libri di testo l’autore di questo capitolo spiega che esistevano solamente due maniere di rimandare l’applicazione della ZERP. La prima via è quella di cambiare l’attuale diritto marittimo internazionale, contenuto nella Convenzione dell’ONU. Questa opzione però non è attuabile, almeno non in tempi brevi. La seconda soluzione, “molto più semplice, era di costringere la Croazia a rinunciare ai propri diritti, cioè all’applicazione della ZERP agli Stati dell’UE”. L’autore rileva che ciò è avvenuto nel 2008 e persiste tutt’oggi. Vidas conclude che con questa decisione sono stati tutelati gli interessi pragmatici e a lungo termine degli Stati dell’UE, nei loro rapporti esclusivamente bilaterali con la Croazia. D’altro canto però, ha sostenuto Vidas, si tratta di “una sconfitta a lunga scadenza per un’associazione che proclama il diritto e la parità di diritti quali suoi principi fondanti”.
Il recensore del libro Christopher Joyner, professore di diritto internazionale e rapporti internazionali all’Università Georgetown di Washington, spiega che si tratta di un manuale che contiene il maggior numero di contributi allo studio, tra i volumi pubblicati negli ultimi 20 anni. Proprio per la maniera dettagliata in cui è scritto, il professore lo consiglia a chi studia diritto internazionale nelle istituzioni negli USA.
Davor Vidas ha pubblicato una serie di studi inerenti al diritto marittimo su alcune riviste mondiali di scienza. Inoltre, è l’autore e il redattore di una decina di libri, di cui l’ultimo è “Diritto, tecnologia e scienze per i mari nella globalizzazione”, pubblicato nel 2010 a Boston e Leiden.
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