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Ai lettori
Da questo numero (martedì 2 aprile 2002) in poi firmerò "La Voce del Popolo". Così hanno voluto
i colleghi della Redazione. Un grande impegno e una responsabilità non
indifferente verso un collettivo e verso una testata che si apprestano a
recuperare posizioni politiche, sociali e culturali andate perdute in dieci anni
di sciagurata gestione dell'EDIT. Errol Superina
Il quotidiano pubblicato dall'EDIT riprende il nome di un giornale fiumano di fine secolo. E' la testata che vanta la più lunga pubblicazione ininterrotta del Fiumano e dell'Istria. Il primo numero porta la data del 1944 ed era un modesto foglio ciclostilato nelle vicinanze di Fiume (Rijeka) mentre si stava ancora combattendo la guerra partigiana contro il nazifascismo. Da allora e' il giornale che per decenni accompagna la minoranza italiana, prima in Jugoslavia, successivamente, a partire dai primi anni Novanta, di Croazia e Slovenia.
Per una minoranza un quotidiano non è soltanto un mezzo di informazione, in tempi molto meno mediatici e democratici di quelli attuali La Voce del Popolo ha reso pubblica una lingua materna sottraendola alle secche delle cerchie familiari, è stato il veicolo che ha tenuto uniti i connazionali sparsi nel territorio contribuendo in maniera determinante a una coscienza comunitaria. Le indubbie ambiguità di una testata organica a un sistema monopartitico, qual era la Jugoslavia, non tolgono alla medesima il merito di aver funto da collante di una collettività e di una cultura nazionale alle quali la redazione e i suoi uomini sono riusciti a dare apporti preziosi. E a rappresentarne e difenderne, anche in tempi più compromessi, le istanze e i diritti. Un compito che è diventato ancora più prominente nel nuovo clima democratico in Croazia e Slovenia, in aggiunta a quelli peculiari di tutti i giornali.
La Voce del Popolo è attualmente guidata da Errol Superina, nella funzione di caporedattore, impiega una trentina di giornalisti e altro personale, la maggior parte dei quali nella redazione centrale a Fiume (Rijeka), altri in quella di Pola (Pula) e in uffici di corrispondenza nell'Istria croata e in quella slovena. Esce tutti i giorni della settimana eccezion fatta per la domenica. Ai suoi lettori il quotidiano offre un'informazione che va dalla politica interna ed estera, alla cultura, allo sport, alle cronache locali. Ed è soprattutto su queste ultime che va posto l'accento, come pure sulla vita e le attività della comunità nazionale italiana da secoli insediata nell'Istria e nel Quarnero.
Un quotidiano "minoritario" come La Voce del Popolo opera in condizioni particolari. Da un lato la completa accessibilità ai media elettronici italiani, dall'altro la conoscenza della lingua domiciliare oltre a quella materna ( e si aggiunga un limitato potere d'acquisto) allentano i legami tra La Voce del Popolo e il suo pubblico tradizionale e lo dirottano verso altre testate regionali, croate e slovene, gratificate da un mercato ben più vasto di quello a cui si rivolge il quotidiano della minoranza. Conciliare le leggi di mercato con un pubblico numericamente esiguo, con sovvenzioni in fase calante, appare impresa ardua se non impossibile, per uscire da questo circolo chiuso a livello aziendale e redazionale vanno cercati nuovi sbocchi. Potrebbero anche portare a un'informazione proposta a fasce diverse di lettori, però senza mai interrompere il rapporto originario con la comunità italiana di Croazia e Slovenia. Quest'ultima rimane un punto fermo del quotidiano ed è a quest'ultima che principalmente ci si rivolge. Ogni arretramento della Voce del Popolo sarebbe una perdita di tutta la comunità, della sua autoconsapevolezza, della sua identità in un mondo che sta mutando e nel quale è impossibile farsi notare e riconoscere se non si è in grado di inviare i propri messaggi.
La Voce del Popolo va riconosciuta come uno dei veicoli principali di questi messaggi, che però adesso, in partenza come in arrivo, devono coprire distanze più grandi.
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