ÿþ<HTML> <HEAD> <STYLE> <!-- .nu {text-decoration: none; font-family: courier, helvetica;} .ot {text-decoration: none; font-family: garamond;} --> </STYLE> <STYLE> <!-- A:active {text-decoration: none; color: "blue"} A:hover {text-decoration: none; color: "red"} --> </STYLE> <TITLE>Panorama</TITLE> <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html; charset=iso-8859-1"> </HEAD> <BODY BGCOLOR="#ffffff" TEXT="#000000" link="darkblue" vlink="darkred" alink="darkgreen"> <center> <iframe src="sopra.htm" height="105" width="650" bgcolor="green" marginwidth="0" marginheight="0" vspace="0" hspace="0" frameborder="0" align="middle" scrolling="no" noresize></iframe> <p> </center> <table align=center border=0 width="700"> <TR> <td width="90%" valign="top"> <center> <p> <a href="index.html"><img src="../images/ultimo.jpg" border=0 alt="Panorama - ultimo numero"></a> <a href="archivio.htm"><img src="../images/archivio.jpg" border=0 alt="Panorama - Archivio"></A> <p> <table border=0 width="650"> <TR> <td align=center width="25%" bgcolor="#FFFFCC" valign="top"> <font face=verdana, arial size=4> <b>Costume e scostume</b></font><br> <font face=verdana, arial size=2> <u>di Mario Simonovich</u> <p> <font face="Arial" color="#000000"><b><u>Archivio</u></b></font>:<br> <a href="../2007/costumescostume.htm">2007</A>, <a href="../2008/costumescostume.htm">2008</A>, <a href="../2009/costumescostume.htm">2009</A>, <a href="../2010/costumescostume.htm">2010</A> <a href="../2011/costumescostume.htm">2011</A> <p> <a href="#120430">30.4.2012<br>Da impiegata a ben pagata pulitrice </A><p> <a href="#120415">15.4.2012<br>Ma che è successo in questo aprile? </A><p> <a href="#120331">31.3.2012<br>Scuole minoritarie e senso nazionale</A><p> <a href="#120315">15.3.2012<br>Radio Fiume in italiano? Non serve</A><p> <a href="#120229">29.2.2012<br>La caccia al posto barca</A><p> <a href="#120215">15.2.2012<br>Lo stillicidio di spese impreviste </A><p> <a href="#120131">31.1.2012<br>Il Governo pieno di dalmati...</A><p> <a href="#120115">15.1.2012<br>In soccorso del partito vincente</A><p> </font> </td> <td ALIGN=CENTER width="3%" valign="top"> </td> <td ALIGN=CENTER width="72%" valign="top"> <p> <a name="120430"> <font face=verdana, arial size=2>30.4.2012</font><br> <b><font face=verdana, arial size=3>Da impiegata a ben pagata pulitrice </font></b><br> <p align=justify> Il mondo del lavoro in Croazia talvolta riserva incredibili sorprese. L ultima, si fa per dire, ci viene dall Istituto per l assicurazione pensionistica ed è il frutto di un indagine interna della Sezione bilancio del Ministero delle finanze a cui l Istituto fa capo. Gli ispettori hanno scoperto che l istituzione aveva stipulato con una trentina di impiegate con titolo di licenza media un contratto a parte per la pulizia dei locali da effettuarsi dopo il normale orario di lavoro. L opera evidentemente è stata considerata dai dirigenti di tale utilità sociale da corripondere alle volonterose un totale lordo annuo di 276.000 kune, ossia 170.000 kune nette. In altri termini ciascuna delle pulitrici avventizie si sarebbe portata a casa a questo solo titolo, più di 5600 kune. Il calcolo non è finito. Forti di un contratto collettivo di prim ordine, i dipendenti dell Istituto si sono assicurati una serie di benefici quali incentivi sulle paghe, ed anche un trattamento di prim ordine all atto della cessazione del servizio per il pensionamento. Ad esempio, la paga media è di 5.605 nette, per cui - tornando al discorso iniziale- se si ipotizza che prendessero proprio questa cifra, con l  aggiunta pulizia , le dipendenti in parola si sono portate a casa ogni mese oltre 11.200 kune, una paga che fa comprensibile invidia ai non pochi  servitori dello stato che svolgono compiti molto più impegnativi e sono pagati molto molto meno. <p> <a name="120415"> <font face=verdana, arial size=2>15.4.2012</font><br> <b><font face=verdana, arial size=3>Ma che è successo in questo aprile? </font></b><br> <p align=justify> Ed ora due righe per tentare di smontare ulteriormente il teatrino della politica, espresso, fra l altro, anche dall atto unico di cui si tratta qui a lato. Oltre che dall argomento in parola, nella prima metà di aprile la gente è stata abbondantemente bombardata con tutti i dettagli riguardanti il riposizionamento delle ore di catechismo, duramente criticato dalla conferenza episcopale, e la possibilità di creare una parvenza di avvio all occupazione dei giovani, duramente criticata in particolare dall opposizione, ma anche da parte dei potenziali interessati. La quale opposizione poi (e quando in Croazia si dice opposizione, si intende HDZ) in tutti gli anni dacché è stata al potere ha incrementato la disoccupazione ed ora appare preoccupata ad occuparsi soprattutto di se stessa sfornando candidati a presidente con ritmi da catena di montaggio. Leggermente più seria, neanche la maggioranza è stata aliena da cedimenti, tipo quello se dare o meno l immunità diplomatica all autonominatosi primo vicepremier, imputato di omicidio colposo per l incidente stradale in Ungheria.<br> Ben altre erano invece le notizie  vere ed importanti, che invece sono state ridotte ed incapsulate al massimo. Quali? La possibilità che all ospedale di Cantrida i bambini malati di tumore restino senza medicine, l annunciato rincaro della corrente o il nuovo prezzo della benzina. Ma forse l opinione pubblica non va turbata troppo... <p> <a name="120331"> <font face=verdana, arial size=2>31.3.2012</font><br> <b><font face=verdana, arial size=3>Scuole minoritarie e senso nazionale</font></b><br> <p align=justify> All interno della comunità nazionale slovena in Italia nelle ultime settimane ha destato notevole attenzione la notizia che il parlamento di Roma si preparerebbe a introdurre l inno nazionale nelle scuole. Come sempre accade in questa comunità, sensibile ed encomiabilmente attenta ai propri diritti, la notizia è stata valutata nei suoi diversi aspetti dai giornali, che hanno doverosamente ricordato che l inno di Mameli è espressione di un preciso periodo storico ed oggi, fra l altro, viene contestato anche all interno del territorio statale: si veda l esempio della Lega nord o dei sardi, che ritengono di avere un inno particolare, tutto loro.<br> Le varie inchieste effettuate all interno della minoranza hanno fatto emergere pareri anche diversi, improntati peraltro tutti ad uno spirito d apertura, nella visuale dell unica prospettiva accettabile ed auspicabile: quella europea.<br> C è chi ha fatto notare che alle scuole slovene si iscrivono in sempre maggior numero alunni di nazionalità italiana, attratti dalle peculiarità da queste offerte, in primo luogo la possibilità di conoscere un altra lingua e la sua cultura.<br> Uno degli interpellati ha fatto notare che però le scuole italiane sono improntate allo spirito nazionale italiano, le slovene, giustamente, a quello sloveno. A questo punto c è da chiedersi: quanto è presente lo spirito nazionale italiano nelle nostre scuole?<br> <p> <a name="120315"> <font face=verdana, arial size=2>15.3.2012</font><br> <b><font face=verdana, arial size=3>Radio Fiume in italiano? Non serve</font></b><br> <p align=justify> Stavolta a dirlo è stato un ascoltatore intervenuto a Tu~ibaba, la trasmissione di Radio Fiume che ogni venerdì mattina, per circa poco meno di un ora, ospita in diretta gli ascoltatori che, nella maggior parte dei casi, intervenendo via telefono o con messaggi scritti, muovono critiche contro gli aspetti riduttivi o negativi della vita cittadina. Fra i quali, stavolta, sono finite anche le trasmissioni in italiano che, durano, per essere precisi, una trentina di minuti in media ogni giorno della settimana, da lunedì al sabato. La domenica è esclusa.<br> Ma per l infastidito ascoltatore intervenuto venerdì 8 marzo anche questo era troppo, considerato che, come ha voluto spiegare, di italiani a Fiume non ce ne sono più di cento. E poi, dando prova di esemplare coscienza della necessità di una parificazione dei diritti, ha avanzato l idea che allo stesso modo il microfono dell emittente fiumana avrebbe dovuto essere usato anche dalle altre minoranze come ad esempio la rom, che oggi è palesemente esclusa.<br> Fin qui il fatto che, come s usa spesso dire, si commenta da sé. E invece no. I commenti e le reazioni dovrebbero essere avanzati da chiunque si senta coinvolto. Se un intervento del genere, oltre a qualificare significativamente chi l ha promosso, costituisce - e sicuramente su questo non vi sono dubbi - un atto lesivo nei confronti della minoranza, essa dovrebbe reagire ufficialmente. Che si aspetta a farlo? La prossima offesa forse? <p> <a name="120229"> <font face=verdana, arial size=2>29.2.2012</font><br> <b><font face=verdana, arial size=3>La caccia al posto barca</font></b><br> <p align=justify> Ai tempi della federativa, si ricorderà, i lamenti sulla scarsa correttezza dei  ricchi che non andavano mai per il sottile quando si trattava di guadagnare a danno dei sottosviluppati e dei  terzomondisti di cui allora faceva parte anche Belgrado. Ammorbidita, ma non troppo, questa posizione si è ampiamente mantenuta in Croazia dopo l avvento del pluripartitismo rafforzandosi anzi negli ultimi tempi con l intensificarsi delle (più che giustificate) invettive contro i  signori del denaro . Un invidiabile posizione di principio, si direbbe, se non fosse per la reazione di cui siamo stati testimoni in questi giorni, dopo l annuncio delle grosse maggiorazioni che l Italia intende applicare per le barche di lusso. Alla TV di stato abbiamo assistito ad una serie di serrati ragionamenti volti a valutare due soli elementi: quante di queste  barchette italiane potrebbero trovare riparo nei nostri marina e quali potrebbero essere gli utili. Uno degli  esperti addirittura ha prospettato (nel marina di Ragusa) una nuova diga del costo di svariati milioni. Chi conosce il fisco italiano sa bene quanto sia talvolta ingiusto e sbilanciato. Ci si chiede però: che direbbero le nostre autorità se dall altra parte si optasse per una mossa simile? Ma se proprio vogliamo  catturare i megayacht italiani, visto che i nostri soldi non bastano, perché non chiedere stanziamenti Ue? Nel caso poi che essa risponda picche, perché non chiedere magari all Italia di appoggiarci? <p> <a name="120215"> <font face=verdana, arial size=2>15.2.2012</font><br> <b><font face=verdana, arial size=3>Lo stillicidio di spese impreviste </font></b><br> <p align=justify> Fra i tanti soggetti in perdita, una delle categorie che se l è passata meglio in Croazia è quella delle banche, che l anno scorso, tutte insieme, hanno realizzato, al lordo, un utile di 4,7 miliardi di kune. Non per tutte, a onor del vero, è stata un annata positiva. Ventiquattro istituti bancari hanno operato in positivo, altri otto invece sono finiti in rosso.<br> E qui comincia la seconda parte della storia. Una connazionale, ultroaottantenne, dimorante a Fiume, prende una pensione di reversibilità pari a 1550 kune. Per sua fortuna, però, lo scomparso coniuge aveva maturato il diritto a quella che correntemente si usa chiamare pensione italiana, che si aggira sui 350 euro mensili. I quali, ormai da anni, le vengono erogati per tramite di assegni, in precedenza emessi a scadenza bimensile ora diventata mensile. Riscosso l ammontare, lo deposita sul sul libretto di rispamio per prelevare quanto le serve, a seconda delle necessità. L istituto bancario è lo stesso di cui si serve fin dall inizio, l iter è immutato. L assegno di febbraio ha portato però una poco piacevole novità, ovvero l incasso non è più gratuito come finora bensì sottoposto al pagamento di un diritto che nel caso concreto è pari a 40 (diconsi quaranta) kune per assegno. Un rapido calcolo porta a un totale annuo di 480 kune, ossia al 31 p.c. del valore di una mensilità della pensione croata! Nota finale: la banca in parola è in una posizione di testa in quanto all utile di cui si diceva sopra... <p> <a name="120131"> <font face=verdana, arial size=2>31.1.2012</font><br> <b><font face=verdana, arial size=3>Il Governo pieno di dalmati...</font></b><br> <p align=justify> Il Governo è pieno di dalmati, eppure mai i progetti per quest area sono così pochi, tanto che i due progetti più importanti, l autostrada per Ragusa ed il ponte di Sabbioncello, sono stati rimandati a tempi da definire.<br> Scriveva così qualche giorno fa il quotidiano spalatino, rilevando anche che alla Dalmazia devastata, trascurata e impoverita ora non restano che i fallimenti. Interessante (e molto  dalmata ) questo modo di presentare le cose. Anche il precedente Governo pullulava di dalmati e si vede. Come? Ad esempio andando a guardare il tragitto dell autostrada Zagabria a (per ora) Spalato e chiedersi perché mai, anziché puntare il più possibile a sud-est è stato spostato tanto a ovest da costituire un arco impressionante. Non basta: quali motivi  tecnici hanno imposto quell  artistica ansa per avvicinarlo al massimo a Zara che, casualmente s intende, è proprio la citta da cui proveniva il ministro dei trasporti? Non sarà che magari siano stati danneggiati altri percorsi, come ad esempio l autostrada che dovrebbe collegare Fiume con i maggiori centri costieri, quale viabile di prim ordine per far arrivare quanto prima a destinazione una parte significativa dei turisti che ci vengono dall Europa occidentale e darci le usuali gratifiche di cassa che per ora, proprio sulla Zagabria-Spalato, si mostrano molto inferiori alle previsioni? Nessuno chiede al nuovo Governo di fare come facevano  i dalmati di prima: basta che si muova con la dovuta logica. <p> <a name="120115"> <font face=verdana, arial size=2>15.1.2012</font><br> <b><font face=verdana, arial size=3>In soccorso del partito vincente</font></b><br> <p align=justify> Nel lungo elenco dei difetti degli italiani - nei confronti dei quali la sua opinione era tutt altro che lusinghiera - Indro Montanelli ne metteva spesso uno che chiamava la reiterata abitudine di  correre in soccorso al vincitore . Sicuramente italiano, il vizio peraltro è presente anche su scala molto più ampia e l esempio più fresco sembra provenire proprio dalla Croazia. Secondo quanto scritto il 13 gennaio un quotidiano di Zagabria, a partire dal 4 dicembre, giorno in cui l SDP si è imposta alle elezioni parlamentari, gli iscritti sono aumentati esattamente di 617 unità (!). Niente male, in sole sei settimane, un aumento di meno del 2 p.c. delle adesioni totali (a titolo di cronaca va detto che gli associati alla formazione del premier di fresco conio sono circa 36 mila, molto al di sotto 220 mila con cui l HDZ detiene in record nazionale). Le adesioni formali, peraltro, non sono garanzia dell  ossatura dei singoli partiti. L SDP ad esempio è solo quarto, preceduto nell ordine dai popolari e dai contadini, che pur facendo insieme centomila iscritti, alle elezioni si sono aggiudicati un numero di consensi molto minore. Ora potrà far conto su una forza più nutrita, si spera costituita per la maggior parte da persone che gli sono corse incontro non solo perché vincitore... </td> </tr></table> <center> <iframe src="sotto.htm" height="30" width="650" bgcolor="green" marginwidth="0" marginheight="0" vspace="0" hspace="0" frameborder="0" align="middle" scrolling="no" noresize></iframe> </body></html>