Nota introduttiva del caporedattore responsabile Mario Simonovich

Questa rivista quindicinale inizia ad uscire nel 1952, in concomitanza con la costituzione dell'EDIT, la casa madre. Raccogliendo l'eredità di altre pubblicazioni specializzate o meno indirizzate nel primo dopoguerra a una minoranza italiana in Jugoslavia ancora abbastanza consistente, questa testata si propone fin dagli inizi come un periodico di approfondimento di temi legati all'attualità e di argomenti specifici, attenta in particolare alle vicende della comunità italiana e al territorio.

Abbinando la pagina scritta ad altre iniziative, Panorama si è resa promotrice di importanti analisi e dibattiti su situazioni contemporanee e periodi storici, personaggi e aspetti sociali, dimensioni culturali e avvenimenti politici che hanno coinvolto, oltre ai redattori, intellettuali ed esperti del gruppo nazionale, della Croazia, dell'Italia, della Slovenia.

La redazione, composta attualmente da quattro giornalisti e diretta dal caporedattore Mario Simonovich, continua a sviluppare questo filone dedicando ampio spazio al patrimonio civile ed umano delle regioni d'insediamento storico della minoranza italiana, impegnandosi nel contempo ad articolare l'analisi e la riflessione su momenti e fenomeni che vi si accompagnano, mirando pure a raccogliere l'interesse delle giovani generazioni alle quali è riservato un segmento della rivista. Ma l'area di riferimento non è circoscritta dai confini di Stato né dalle sfere nazionali, i servizi e le iniziative coinvolgono temi, autori e argomenti a sostegno di un'identità comunitaria e regionale e portatori di un dialogo tra regioni contermini, tra minoranza e maggioranza nazionale e Nazione madre, tra italiani, croati e sloveni. Con questo spirito, assieme alla Comunità degli Italiani di Fiume, Panorama è stata per esempio il primo organizzatore, dopo la sua scomaprsa, di un convegno sullo scrittore istriano Fulvio Tomizza.

E' fermo proposito della rivista continuare a veicolare i messaggi del passato e del presente del suo pubblico di riferimento, la minoranza italiana di Croazia e Slovenia, e nel contempo ospitare e favorire incontri e stimolanti confronti tra realtà che per quanto vicine ancora troppo poco si conoscono. Non ultime quelle che, appartenenti in origine alla medesima radice, sono diventate realtà distanti con l'esodo.